LA LEGGENDA DELLA BARCHETTA FANTASMA

di Silvana D'Andrea

Il mare di Napoli che è un mito di bellezza si è sempre rappresentato con un suo duplice volto: quieto e rasserenante, terribile e tempestoso. Osservato,analizzato, discusso dal suo popolo, con le sue figure, i suoi misteri, i suoi fantasmi. Un mare denso di mitologia,di preistoria e di storia, ma è anche un mare poetico, che racconta la storia di Napoli, con le sue sirene,il suo folklore, le sue tradizioni, le sue superstizioni. Luogo di vita, che offrì frutti pescosi a poveri pescatori napoletani che vivevano sul litorale, anche luogo di morte: campo di battaglia delle navi da guerra, che ingoiò i corpi di eroi sconfitti. Il popolo napoletano ha sempre tenuto conto di un limite di perimetro invalicabile,inesplorabile,tra il mare e la terra, come il mondo che separa i vivi dai morti. Un concetto che ha alimentato la fantasia dei grandi poeti,di scrittori, con una fitta letteratura di poesie, di poemi, di leggende anche quelle narrate dal popolo che abitava sulle spiagge. Molti pescatori napoletani, quando uscivano per la pesca di notte, con le loro barchette, nel mormorio delle onde, erano convinti di udire il canto di dolore o d' amore di anime di marinai morti a mare ancora senza sepoltura. e di vedere apparire, tra le onde, le bianche figure dei fantasmi.Una leggenda, che è rimasta impressa nel cuore dei napoletani, è' una storia d'amore e di dolore: la leggenda della barchetta fantasma. Si racconta che a Posillipo, nelle notti di tempesta, intorno allo scoglio che emerge dal mare di Posillipo, appaiono due figure bianche ondeggianti. E' la storia di due fratelli Carmine e Luigi, che vivevano con i genitori in una casa sulla spiaggia, ed erano pescatori. Un giorno, videro dalla spiaggia, una barchetta che lottava, contro le onde furenti del mare in tempesta, finché si ruppe contro gli scogli, e i due giovani si gettarono in mare, per dare aiuto ai poveri naufraghi, che forse si trovavano nella barca. Uno dei due fratelli. Luigi ,riuscì a salvare una fanciulla bellissima, chiamata Concetta, che egli la portò svenuta nella propria casa, affidandola alle cure dei suoi genitori. La fanciulla, che era rimasta sola al mondo, fu tenuta nella povera casa dei pescatori, come figlia, e come sorella . I due fratelli si invaghirono perdutamente : Luigi era preferito da lei, ed entrambi sapevano della passione violenta provata da Carmine, il quale aveva qualche volta parlato alla fanciulla delle sue speranze. Per evitare sventure, che avrebbero potuto accadere, se Luigi avesse manifestato il desiderio di sposare Concetta. I due giovani stabilirono di partire insieme in una barchetta, per andare a sposarsi in un altro luogo, dove non dovessero temere l'ira e la gelosia di Carmine. In una sera di carnevale, Carmine, si lasciò convincere ad accompagnare la madre ad una festa. Concetta, era ancora vestita di nero per il lutto del padre, rimase sola in casa, aspettando Luigi, che vestito in maschera, più tardi l'avrebbe dovuta andare a prendere. Tutto era pronto per la fuga, ma Concetta si oppose con tutte le sue forze, non essendo d'accordo a lasciare in quel modo,i suoi benefattori. Luigi vedendo, che a poco valevano le sue preghiere,l'indusse con le minacce, a seguirlo. Alla scena violenta, assistette, involontariamente una fanciulla del luogo, che allarmata, corse ad avvisare Carmine, che un uomo mascherato, aveva rapito, con la forza, Concetta. Carmine, mai immaginava che il rapitore fosse il fratello, e furente di gelosia, corse nella propria casa, e non trovando più Concetta, corse alla sua ricerca verso la spiaggia. Vide vicino allo scoglio dove si era infranta la barca , ne vide un'altra, in cui gli parve di scorgere un uomo ed una donna. Balzò in una barchetta, che era legata ad un palo, vicino alla spiaggia e remò con tanta forza e rapidità, fino a raggiungere coloro che fuggivano. Nel vedersi inseguito, senza speranza di fuggire dall'uomo che si avvicinava, Luigi saltò sullo scoglio dove avrebbe potuto sostenere l'assalto di colui che le parve nemico. Dopo brevi istanti,anche Carmine saltò sullo scoglio, con in mano un coltello. Cominciò una lotta tremenda tra i due fratelli che non potevano riconoscersi perchè entrambi portavano la maschera.Luigi colpì con il suo pugnale il petto di Carmine,che cadendo a terra,colpito a morte, si sciolsero i lacci della maschera, e apparve il  volto del fratello. Atterrito, pazzo di dolore, rivolse verso il proprio cuore l'arma fraticida e si uccise. Concetta si fece suora, e dopo la morte dei due fratelli, nessun pescatore osò più avvicinarsi allo scoglio fatale. Si narrò che le anime dolenti di Carmine e di Luigi, andavano vagando sulla spiaggia gemendo senza posa. Lo scoglio si divise in due, a causa dell'erosione del mare, formando due scogli isolati . I  vecchi marinai dimoranti sulla spiaggia affermarono che intorno ad essi bolliva l'acqua e nel giorno di San Pietro mutavano entrambi posizione. Per allontanare i fantasmi fu eretta una cappella a San Pietro. Ma della sua esistenza è rimasto un mistero. Non è stata mai rintracciata e per questa ragione è stata segno e sostentamento di tantissime altre leggende dal Cinquecento in poi .Se volete accertarvi della veridicità della leggenda , recatevi di notte ,a Posillipo, e se siete fortunati, nella foschia del mare, potreste intravedere la leggendaria barchetta.. 

 

 

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