LA LEGGENDA  DEL LAGO DI AGNANO

di Silvana D'Andrea

 

Anguignano(ricco di serpenti), così' veniva chiamato il lago di Agnano, che giaceva nella conca dove attualmente c'è l'ippodromo. Di figura circolare lungo sei km si formò a seguito di un eruzione del vulcano Agnano circa 4.000 anni prima e venne considerato, in tutta l‟area flegrea, il più grande dei vulcani monogenici( ossia creatosi in seguito ad un solo evento eruttivo esplosivo).Nel cratere di questo vulcano,  avvennero traumatici eventi geologici, che stravolsero l’assetto del territorio,  modificando la circolazione delle acque sotterranee favorendo, intorno all' XI sec, la formazione di un grande lago che sommerse tutta la parte più depressa della piana..Il fascino straordinario di questa terra sopravvisse attraverso le descrizioni degli antichi:  che ci lasciarono pagine ricche di suggestioni; cinque secoli di letteratura in versi e in prosa che costituiscono la più esatta fotografia del lago e del paesaggio Un luogo magico per l'incomparabile  bellezza delle sue acque calde e scure gorgoglianti con manifestazioni di natura geotermica come i soffioni vulcanici, ombreggiato dalle vicine  montagne Astrone, Leucogeo ed Olibano, coronate di olmi,di castagni,di vigneti, e migliaia di uccelli migratori , di starne,di anatre, di uccelli minori.  Il Re Alfonso D'Aragona costruì un casino per la sua caccia privilegiata, proprio sulle sponde del lago, ricco di rane,serpenti  anche velenosi che scendevano dalle vicine montagne per abbeverarsi.

 Il paesaggio fantastico sucitò l’interesse di molti studiosi alimentando la curiosità e la fantasia popolare. Leggende e storia s'intrecciarono creando miti suggestivi. Una leggenda, che è rimasta nel cuore dei napoletani e che è stata  raccontata per circa diciassette secoli è la leggenda di

 “ San Gennaro e la leggenda del fazzoletto:

Gennaro allora ancora in vita, cristiano,condannato a morte, insieme ad altri martiri(Procolo,Acuzzio,Sossio,Eutiche)  subì prima il martirio della fornace dove  ne  uscì illeso,tanto da suscitare  l'ira del console  Timoteo, per la conversione al cristianesimo, di cinquemila pagani. Dal martirio avvenuto  all' anfiteatro di Pozzuoli dove i leoni, ad un segno della croce del santo, si calmarono e lambirono i piedi dei condannati a morte, fino alla condanna alla decapitazione . Mentre andavano al supplizio,nella zona della Solfatara,un mendicante chiese a Gennaro, le sue vesti divenute inutili, ma egli promise al vecchio, di portargli, dopo la decapitazione, il fazzoletto col quale gli sarebbero bendati gli occhi. Al termine fatale, Gennaro prima pregò,poi  posò la testa sul ceppo e  il carnefice le troncò la testa e la mostrò alla plebaglia pagana che rimase sorpresa :il volto del santo   sorrideva. Con il capo, gli fu troncato anche un dito, avendo Gennaro,  alzato una mano nell'atto di benedire. Era mezzogiorno di mercoledì del 19 settembre,il suo cadavere giaceva a terra ancora caldo, quando  Gennaro apparve al  mendicante che gli aveva chiesto le vesti, e gli diede un fazzoletto tutto intriso di sangue,che prima di morire, gli aveva promesso. Sulla stessa strada, il mendicante incontrò i soldati che dovevano portare la notizia delle avvenute  esecuzioni, al console Timoteo, e lo schernirono chiedendogli se il cristiano aveva mantenuto la sua  promessa. Ed il vecchio mostrò il fazzoletto intriso di sangue di Gennaro. Quando i soldati giunsero da Timoteo, non potettero dirgli nulla, lo trovarono convulso, nel suo letto, che si contorceva da atroci e misteriosi dolori, che nessun medico seppe conoscere e curare. Timoteo si spense il giorno dopo , di un male ignoto ed invincibile. Durante la notte Gennaro comparve in sogno a Commodo figlio della sua nutrice Eusebia e gli chiese di cercare oltre la sua testa decapitata, anche il suo dito, che si era elevato per benedire, ed era stato troncato dalla scure.  All'alba del 20 settembre, parenti, gli amici,i discepoli dei sette martiri decapitati, si aggiravano nei campi per cercare le spoglie dei loro cari,e il corpo di Gennaro, che non riuscivano a trovarlo..e Gennaro apparve ad una vecchiarella, indicandole il luogo dove giaceva il suo corpo. Fu  seppellito in un campo detto “Marciano” (di proprietà del vescovo di Napoli San Marciano) che si trovava nella valle del lago di Agnano,sui colli Leucogei.

Il lago di Agnano, divenne presto un luogo di morte per opera del re Alfonso >D'Aragona che ebbe l'infelice idea di trasferire la macerazione della canapa e del lino da Napoli ( Ponte della Maddalena ) sulle sponde del lago, procurando non soltanto l'intorpidimento delle sue acque e l'inquinamento dell'aria, con malanni mortali( 1000 morti su 6000 abitanti della zona tra Fuorigrotta, Posillipo, Bagnoli) e l'aumento del proliferarsi delle zanzare della malaria. L'opera di bonifica avvenne nel 1870 per opera dei Borboni, ed in un solo giorno, il lago si svuotò, attraverso un impianto di bonifica idraulica della plaga, attraverso una raggiera di canali a cielo aperto, convergenti in un canale emissario sotterraneo attraversante il monte Spina e sfociante nella marina di Bagnoli, restituendo così vivibilità all' ecosistema del comprensorio.

E il segreto del lago venne alla luce: decine e decine di sorgenti termali, disseminate su tutto il fondo, liberate dalle acque che avevano alimentato per centinaia di anni, ora sgorgavano e ribollivano naturalmente dal suolo fangoso, a temperature diverse, formando nuove pozze d’acqua. che fuoriuscivano dal terreno in grossi getti, che resero immediatamente necessaria la realizzazione, di appositi canali di evacuazione. Alcune sorgenti erano talmente abbondanti, che riformarono subito dei veri e propri laghetti, come la straordinaria sorgente ferruginosa calda che sgorgava da numerose polle di grande portata. Nel 1887  un medico ungherese  Giuseppe Schneer, esperto di termalismo, mise a frutto i suoi studi sulle proprietà terapeutiche delle acque di Agnano, con la collaborazione dei più rinomati clinici napoletani,e concluse che le acque ed i fanghi di Agnano avevano effetti terapeutici sorprendenti sulle malattie respiratorie, tanto da  creare una grande stazione termale e climatica estiva ed invernale nel bacino di Agnano sul modello delle grandi città termali europee. 

E il lago  Anguignano  rimase solo una storia napoletana.

 

 

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