Il Teatro di Eduardo sbarca su YouTube

 

di Francesco D’Agostino

Oltre 1400 iscritti, più di 80 video e contenuti nuovi ogni settimana: sono i numeri del canale YouTube dedicato a Il Teatro di Eduardo, un’iniziativa tesa a rendere fruibile al grande pubblico di internet opere immortali di cui Eduardo è autore e interprete, contribuendo così alla libera diffusione dell’arte italiana e della cultura napoletana in maniera del tutto trasversale.

Tra le commedie si segnalano Natale in casa Cupiello nelle edizioni del 1962 e del 1977 (in quest’ultima Pupella Maggio è Concetta, Luca De Filippo è Tommasino, Gino Maringola è Pasquale, Lina Sastri è Ninuccia, Marisa Laurito è Rita), Questi fantasmi (indimenticabile la scena in cui Pasquale Lojacono, interpretato da Eduardo, spiega al Professor Santanna i segreti del vero caffè napoletano), Ditegli sempre di sì.

Ma le mie opere preferite sono due capolavori assoluti del teatro eduardiano: Filumena Marturano e Napoli millenaria. In entrambe recita la bravissima Regina Bianchi. A proposito: il canale propone un’organizzazione dei video che facilita la ricerca, permettendo ad esempio di visionare tutti i video di uno degli “attori di Eduardo”: Ugo D’Alessio, Pietro Carloni, Nina De Padova, Carlo Lima, Gennarino Palumbo, Elena Tilena, Antonio Casagrande e ovviamente Regina Bianchi.

Sono invece tre i “contenuti extra” che vanno gustati a ogni costo. Il primo è il breve prologo a Filumena Marturano in cui Eduardo recita una sestina dedicata alla sorella Titina, per la quale l’opera era stata originariamente scritta. Vale davvero la pena portare la testimonianza di Andrea Camilleri, che allora lavorava in Rai e frequentava per lavoro e amicizia Eduardo De Filippo, raccolta da Vigata.org:

<<Era emozionante, in questo senso, vederli lavorare. Per esempio in Filumena Marturano, un attimo prima di cominciare le riprese lui disse a Regina Bianchi: "Regì, guarda che poi questo Titina se lo guarda". Regina tirò la parte in un modo, un modo eccezionale e quando finimmo il primo atto, la scena in cui lei ha i soldi, io mi buttai giù dalla scaletta, per correre ad abbracciarla; mi svenne tra le braccia perché grande era stata la tensione provocata dalle parole di Eduardo. Lui glielo aveva detto apposta, per metterla in uno stato emotivo eccezionale.>>

Nel secondo Toni Servillo legge un passo de “Un viaggio attraverso l’Italianità” di Federico Fellini, in cui il grande regista riminese racconta l’emozione del primo incontro da spettatore coi De Filippo, avvenuto nel ’37 in una Roma “invasa da cerimonie fasciste, cortei, bandiere, camicie nere dappertutto, fanfare; tutta la manifestazione roboante del mito guerriero romano e italiano, attraverso una solenne scenografia marziale”. Ma sulla scena i De Filippo raccontano di un’altra Italia; e il pubblico, tra cui non mancavano di certo i gerarchi, applaude entusiasta.

L’intervista in due parti a Renzo Tian, infine, critico teatrale che ci aiuta a comprendere alcuni aspetti della storia del teatro di Eduardo, con un linguaggio chiaro e comprensibile, e il ritmo dell’abile divulgatore.

18/01/2014

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