Il mercato estivo del Napoli tra acquisti, cessioni e rimpianti

di Francesco D'Agostino

Si è chiusa senza il botto finale la sessione estiva del calciomercato, che ha comunque regalato al Napoli una squadra in grado di competere con le più blasonate avversarie italiane ed europee e, cosa che non dispiace, di divertire i tifosi. Non sono mancate delusioni e sorprese, mentre nelle ultime ore a tenere banco sono stati soprattutto i mugugni per il mancato acquisto di un difensore e di un centrocampista, giocatori che avrebbero completato l’opera pregevolissima di una Società che ha deciso di crescere.

Partiamo dalle ultime ore di mercato. Il D.S. Riccardo Bigon aveva necessità di sfoltire la rosa, operazione che ha portato a termine senza sbavature: Calaiò è andato al Genoa, Donadel al Verona, Dossena al Sunderland, Gargano al Parma, il giovane Novotny in prestito alla Paganese.

Alcune operazioni non erano facili e bisogna dare atto a De Laurentiis di avere scelto un dirigente in gamba: Donadel aveva rifiutato già alcune destinazioni e non voleva saperne di ridursi l’ingaggio; mentre Dossena a pochi giorni dalla chiusura del mercato ha subito un piccolo infortunio che avrebbe potuto comprometterne la cessione.

Oltre a quelle citate, la SSC Napoli ha ceduto in questa sessione: Vitale alla Juve Stabia, Chavez al Pas Giannina, El Kaddouri al Torino, Campagnaro (svincolato, ha firmato con l’Inter), Gamberini al Genoa, De Sanctis alla Roma, Rosati al Sassuolo, Rolando (non riscattato dal Porto, è approdato poi all’Inter) e un certo Cavani al PSG per la bellezza di 64,5 milioni di euro.

Alla generosa elargizione dello sceicco del Paris Saint Germain vanno aggiunti circa 60 milioni di euro provenienti dai diritti televisivi e dalla qualificazione alla fase a gironi della Champions League, un capitale che il Presidente del Napoli aveva dichiarato di volere investire nell’acquisto di nuovi giocatori. Di fatto, però, ne sono stati spesi circa 40 in meno, circostanza che ha provocato qualche malumore tra i tifosi e i giornalisti partenopei.

I circa 80 milioni di euro sono stati investiti per acquistare: Gonzalo Higuain (attaccante proveniente dal Real Madrid), Dries Mertens (attaccante/ala, provenienza PSV), Josè Maria Callejon (attaccante acquistato dal Real Madrid), Duvan Esteban Zapata (attaccante, preso dall’Estudiantes, Argentina), Cabral Barbosa Rafael (talentuoso portiere arrivato dal Santos), Raul Albiol (difensore, ex Real Madrid), Josè Manuel Reina (portiere, dal Liverpool).

Ma l’acquisto più importate il Napoli potrebbe averlo fatto in panchina. Soltanto pochi mesi fa eravamo inchiodati al televisore a tormentarci – resta o va via? – , a chiederci quale peccato avessimo commesso per meritare di essere abbandonati da Walter Mazzarri, uno che prima del Napoli aveva allenato dall’Acireale alla Sampdoria, in mezzo Pistoiese, Livorno e Reggina. Neanche avessi detto Real Madrid e Bayern Monaco. Poi non rinnova per andare all’Inter. Cattivo.

Le vie del mercato sono infinite. Arriva Rafael Benitez, spagnolo sorridente e vincente: in carriera due successi nella Liga con il Valencia, due Europa League rispettivamente con Valencia e Chelsea e una Champions con il Liverpool.

Il toscanaccio e Don Rafè sono agli antipodi per carattere, visione del calcio e stile di gioco: il primo sempre sulla difensiva, pragmatico, cura la difesa e si fida solo di giocatori arcinoti che militano nel campionato italiano; il secondo aperto, amante del bel gioco “palla a terra”, da fiducia ai giovani  e pesca anche all’estero alla ricerca di uomini di talento ed esperienza internazionale.

Sulla panchina del Napoli è cambiato anche l’allenatore in seconda: l’ex Fabio Pecchia ha preso il posto di Nicolò Frustalupi, ottimo elemento dello staff (interessa il gossip? E’ fidanzato con Jolanda De Rienzo, presentatrice sportiva) che ha seguito Mazzarri all’Inter.

Con Benitez il mercato e le prime due di campionato hanno riservato alcune sorprese: confermati Fernandez (difensore titolare della Nazionale Argentina, non dimentichiamolo), Armero (riscattato dall’Udinese e messo frettolosamente in discussione con l’arrivo di un allenatore che si schiera a 4 in difesa), Mesto, Radosevic (esordio nella ripresa contro il Bologna) e Uvini (a Chievo non sarebbe stato titolare).

Non ancora risolta la questione del contratto di Zuniga, ma sono in molti a sostenere che il colombiano potrebbe accettare la mastodontica offerta di ADL (si parla di oltre 3 milioni all’anno) e solcare per altri 4 anni la fascia sinistra del San Paolo.

In verità le preoccupazioni per il futuro della difesa partenopea vanno oltre le sorti di Camilo Zuniga e arrivano a investire Paolo Cannavaro, durissimo sul web in queste ore: al Capitano viene inspiegabilmente preferito Britos, mancino sì ma che prende qualche pausa di troppo. Come se non bastasse, Maggio non convince del tutto: fortissimo quando è in condizione, si fa apprezzare come esterno a tutto campo, meno quando viene schierato sulla linea di difesa. E giova ricordare che le alternative sugli esterni sono Armero e Mesto, “teoricamente” entrambi centrocampisti.

In molti si sono chiesti perché il Napoli non abbia acquistato un difensore, poiché sul mercato c’erano Skrtel, Rami, Sakho e Astori. Secondo i bene informati il primo, preferito da Benitez, era difficile da prendere e gli altri non hanno convinto pienamente. Intanto il difensore slovacco ha rilasciato alcune interviste confermando la stima per il tecnico spagnolo, l’interessamento del Napoli e la possibilità di un futuro matrimonio. Chissà che non arrivi a gennaio.

Ma è a causa del centrocampo che alcuni tifosi puntano il dito contro il Aurelio De Laurentiis, accusato di non volere spendere quanto disponibile in cassa per rinforzare un reparto “fermo” all’anno scorso. In effetti la rosa conta i 3 della passata stagione – Behrami, Inler, Dzemaili – più Hamsik (che però Benitez fa giocare dietro la punta) e Radosevic (che è giovane e non può fare la differenza). Il sogno si chiamava Mascherano, operazione impossibile. A giugno sarebbe l’ideale e tra l’altro farebbe due ruoli.

Fugate infine le perplessità sulla riserva in attacco: perché preferire l’oggetto misterioso Zapata al bomber Matri? Perché quest’ultimo ha 4 anni in più e chiedeva 6 milioni lordi a stagione. Scusate se è poco.

(@diarionapoli)

 


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