CRONACHE DAL CASTAGNARO (6)

VALUTAZIONE DELLE ALTERNATIVE E CONTRO-PROPOSTE FLEGREE (1.):

  LA CATARSI DAI RIFIUTI” in versione integrale e riveduta.

Dopo aver consegnato lunedì 7 c.m. alcune note scritte – non richieste - al quartaiolo, ma simpatico “Cavalliere Scellerato afflitto da Sciàtica” e al “Nobilissimo Cavaliere dal Cervello Fino e dalle Scarpe Doppie…non più bucate, ma finalmente Nuove” (hahhhh) e dopo la micro-dimostrazione di compostaggio di venerdì 11 c.m. in cava, basata sull’ “Uovo di Colombo” (che poi sarebbe, per me, l’ “Uovo di Colombo Flegreo dell’ Alternativa”) e sulla “Doppia Spugna” (pulita= compost buono, da Raccolta Differenziata bene; zozza= compost fuori specifica, da immondizia tal quale più, verosimilmente, da Rifiuti Speciali), non posso non iniziare una personalissima rassegna delle possibili alternative al Progetto-alla-Romana-sul-Castagnaro-di-Pozzuoli: Pirifuscoli-alla-Vardè-con-Purpette-in-Caldoro-serviti-alla-Cigliano”, ripescando dall’ archivio, e adattandolo, un pezzo di alcuni mesi fa, già uscito in forma ridotta e a puntate su “Il Vomerese” e su due-tre Magazines flegrei (rubrica fissa, in genere di compostaggio).

Questo, per via di certi sogni ricorrenti, di cui non posso ancora dire…e perché, di recente, il valoroso ed affettuoso Cavaliere Vulcanico o…Cavaliere dei Nostri…Vulcani, il sognatore dr. Radamés Colella, autentico gentiluomo - cui spero, accettato di cuore fin da ora suo cortese invito, di far visita presto - mi ha inviato per posta il suo libro, che ho subito letto con gratitudine, pia-scère e attenzione. Aggiungo qui che non ho potuto non rispondergli al telefono, a proposito di Destino: “Vedi, Radamés…anch’ io, in fondo, sai… nel mio piccolo … mi chiamo Fabio, che deriva da Faba, fava…e sai che faccio…bèh, un po’ più…terra-terra di te, diciamo?!... l’ agronomo…hahhh!!!”. Mi permetto tuttavia di dare due piccole avvertenze: bisogna conoscere o sapere almeno di che tratta “L’ Aida” di Giuseppe Verdi; sarebbe il caso di astenersi dallo storcere subito il naso da saputelli-munnezzelli. Allo scopo, gioverebbe tenere bene a mente quello che dice ‘O Rùsso, valente Messere Elettrauto auto-didatta, in quella viuzza, presso le Colonne d’ Ercole Flegree (Montagna Spaccata), ormai in pensione (credo): “Nella Vita ce sta spàzzio pe’ tutte cose: ognuno ne fa una, ‘rossa (mò nce vò; n.d.a.) o piccerella …e tutto pote servìpure chello ca a cierti a’ti pote parè na Granda STR. …”….Personalmente, infatti, concordo in pieno con lui, ovvero con Messere ‘O Russo dalle Batterie sempre Càrreche, Elettro-Filosofo di via Campana, uomo per bene, vecchiarello combattivo e dalle idee elettrizzanti.

Ecco dunque, in qualche modo, il primo pezzo di queste mie personali “CRONACHE”, introduttivo, sulle possibili alternative alla discarica del Castagnaro…seguito da qualche commento…

 

<<< Più ponderazione!, se si crede al DESTINO, quando si va all’ anagrafe: perché Quello, alle volte, è capace di trovare ispirazione… e allora, si intrufola, di secco, nei nomi che finiamo col ritrovarci: e poi, languido, come da uno specchio, ci occhieggia, di chiatto … Però, occorre precisare anche che solo ad un napoletano, sia pure di fatto, con “quella montagna”, quasi “un bernoccolone”, sempre in fronte, poteva venire in mente una strategia così ovvia ed economica, nel complesso però la più… vulcanica di tutte, per risolvere il problema mondiale dello smaltimento definitivo dei rifiuti, non solo urbani.   

E il dr. Radamés Colella, irpino solo di nascita, partenopeo naturalizzato, che circa quarant’ anni fa ha teorizzato la “CATARSI VULCANICA” e ne possiede anche il brevetto (depositato nel 1991; forse ancora efficace, stando alle sue parole, in un incontro divulgativo di alcuni mesi fa - organizzato dalla prof.ssa Marisa Pumpo Pica), da vero Guerriero-Condottiero, per decenni, ha intessuto contatti, rapporti e corrispondenze (queste, ripubblicate financo nel 2010, da “Il Calamaio”) con politici, uomini di scienza e dell’ industria; e tuttora, quel che può, contro l’ umana ignavia ancora lotta, confidando ancora che si giunga ad avviare finalmente una dedicata, adeguata sperimentazione della sua teoria. E che egli stesso faccia in tempo, ad averne contezza.

Perché anche “il suo dio” è un Vulcano e, come il condottiero egizio Radamès, “il prescelto del Faraone per Voleri Superiori”, l’ irpino-partenopèo Radamés, forse, intravede anche egli la Gloria di poter consolidare “la supremazia definitiva di una civiltà”, quella “dei consumi”, la cui stessa sopravvivenza, tuttavia, può conseguirsi solo con lo sterminio e la riduzione in schiavitù dei propri nemici. E il suo nemico, come quello della stessa “civiltà” che egli ha contribuito a forgiare, ma che ancora, inspiegabilmente, esita a legittimarne l’ investitura a condottiero, è …la munnezza: che aumenta in modo esponenziale, più vertiginosamente della stessa popolazione mondiale, inesorabilmente erodendo ed inquinando, anche se “trattata”, risorse ambientali limitate e spesso non rinnovabili.

In breve, l’ infettivologo Radamés, medico pluri-specializzato, ritiene che, alle temperature del magma fuso (oltre 1.000° C alla superficie, circa 2.500° C all’ interno), non vi sarebbe combustione alcuna, e nessuna conseguente produzione di scorie o emissione di particelle sottili e gas. Le molecole delle sostanze costituenti i vari materiali si “disgregherebbero” invece completamente e “all’ istante”, così “denaturandosi” o “trasmutandosi” chimicamente: cangiandosi quelli, totalmente “inertizzati”, in “vetro”. Poi - magari anche con un po’ di isotopi radioattivi e radionuclìdi aggiuntivi, che pure si diluirebbero nella abbondante roccia debolmente, ma continuativamente eruttata, come una tanica di benzina nel vasto mare - questo materiale, innocuo, resterebbe incorporato nel magma e ne seguirebbe la naturale evoluzione geo-rimodellatrice e pedogenetica.

Il problema sarebbero piuttosto le soluzioni ingegneristiche, per “colare fulmineamente” nella placida lava incandescente, nell’ unità di tempo, in quantità industriali, con continuità da catena di montaggio, adeguate dosi di rifiuti, sì da esporne nello stesso istante ogni loro parte uniformemente e simultaneamente, alle “temperature efficaci”.

Ma, rilevato che sul Pianeta vi sarebbero in attività circa 500 vulcani emersi e 9.500 sommersi, il nostro Radamés già da tempo ha ipotizzato anche varie modalità di “conferimento vulcanico”, a seconda della “bocca” individuata: a mezzo di aerei, preferibilmente fortezze volanti (in decollo da eventuali “Centri Mondiali dei Rifiuti”); a mezzo bidoni-missili (per grandi distanze, anche intercontinentali); a mezzo bidoni-siluro (sparati da sommergibili, torpediniere, ecc.); a mezzo cannoni, o con sistemi ingegneristici tipo ferroviari o teleferici e comunque decisamente “più civili”, da postazioni ravvicinate (soluzioni tipo “km-zeroante litteram o eventuali “siti di trasferenza” alimentati da navi, treni, ecc.). Insomma: i rifiuti si potrebbero sparare e sganciare direttamente “in bocca”, o paracadutare in luogo adatto; magari, perché no: su un tir in movimento o proprio davanti alla pala meccanica, sull’ orlo del cratere…

Tuttavia, malgrado la sua teoria abbia suscitato dimostrazioni di interesse di un certo rilievo, anche in campo internazionale - persino con costruttivi apporti di idee - da parte di personalità autorevoli e su prestigiose riviste scientifiche; finora è andata a finire, purtroppo, che l’ unica sperimentazione, cui riferirsi, la avrebbero condotta, “da portoghesi” (tutto il mondo è paese!), alcuni ricercatori del Sol Levante, “abusivamente” accampatisi nel 2000 sullo Stromboli, con un loro laboratorio “essenziale”. “Sono il prof. Muthii, e questi sono altri vulcanologi dell’ Università di Tokyo…Abbiamo sperimentato che la teoria del vostro igienista Colella è valida!”, le dichiarazioni rilasciate alla stampa (“Oggi”) allora dal loro capo-spedizione, seguite da una breve giustificazione: “Da noi, malgrado tutti quei vulcani, non si poteva: allora siamo venuti qui, perché nel vostro Paese, tutto il Mondo lo sa!, tutti possono tutto…” (se non si è così “dabbene” da chiedere autorizzazioni, ma “si procede” zitti e muti, si potrebbe concordare…).   

In casa nostra, due importanti voci. Secondo il prof. Giuseppe Luongo (già direttore del Dipartimento di Geofisica e Vulcanologia della “Federico II”) - esclusi, per ragioni tecniche, i condotti vulcanici colmi di lava o i siti troppo esplosivi - una sperimentazione, volendo, potrebbe condursi in siti “blandamente e costantemente effusivi”, permanentemente inondati da un “calmo” lago di magma vivo. Tale potrebbe essere, se ben si ricordano le parole del medico, il Manua-Loa, nelle Hawaii (Oceano Pacifico: tra Papuasia, Filippine e California). Per inciso: si tratta del vulcano bombardato dal cielo nel 1922, per tentare (invano), per la prima volta nella storia delle Protezioni Civili, di deviare dalla città di Hiro la direzione di una colata ….. Ma secondo il dr. Mauro Di Vito (della Sezione Partenopea dell’ Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), vi sarebbe la solita noia del II° principio della termodinamica (“in natura nulla si crea e nulla si distrugge; tutto si trasforma”) a frenare qualsiasi entusiasmo intellettuale. Questo secondo vulcanologo napoletano - nemmeno lui dichiarandosi però in linea di principio contrario ad una sperimentazione - affermerebbe quindi di non credere alla mancanza di emissioni in atmosfera. Anzi, riterrebbe che sia il magma, sia i gas - peraltro “spinti” per degassamento continuo verso l’ esterno con potenza primordiale – possano addirittura modificarsi chimicamente, fino ad aversi una alterazione, se non un “condizionamento”, delle esplosioni o comunque delle attività dei vulcani-pattumiera, o vulcani-inceneritori (“vulcani purificatori” non sarebbe preferibile?!). “Altre cosette”, poi, renderebbero sospetto, secondo lui, il rigore e l’attendibilità scientifiche della sperimentazione e delle positive, provvisorie conclusioni, di quei suoi colleghi giapponesi.

Qui però, data la diffusa dimestichezza col metodo Muthiie senza dubitare minimamente della serietà dei giapponesi, notoriamente conclamata, specie sulle questioni più… cogenti; pur comprendendo che non potremmo comodamente continuare a cavarcela con un lancio dalla finestra, perché tutte queste “nostre bocche” sono, come si vede purtroppo ogni giorno, inadatte; si intravvedono innanzitutto benefiche iniezioni di linfa economica per i cantieri nautici ed aeronautici puteolani e campani e una possibile riscoperta delle gloriose tradizioni flegree, in fatto di cannoni. E, poiché con “munnezza” si intende tutto, ma proprio tutto!, proprio da questo ferace lembo dei Campi Flegrei ci si appella: certi che una qualche adottabile applicazione di “catarsi vulcanica” si possa, si debba rapidamente trovare, magari messa a punto da un don Braun del politecnico partenopeo. 

Per cui, vagamente memori degli antichi riti sacrificali di quegli audaci navigatori, che furono i nostri greci padri fondatori, e tuttora ispirati dalla loro tensione contro ogni tirannica forma di governo e ogni chiusura preconcetta “verso il nuovo” delle nostre istituzioni, a tutti i livelli, specie accademici; si auspica qui, per giustizia verso Colella, che nuove, più rigorose “ricerche sul campo” ovvero “sperimentazioni in faucibus ardentibus” vengano al più presto esperite, stavolta con dovizia di mezzi (quanti ne vogliono!) e strumentazioni.

Perché, mentre si comprende benissimo la rabbia dei Comitati e dei Cittadini per il recentissimo “Piano Rifiuti Urbani della Campania”, assai poco “virtuoso”; non si capisce come si faccia a non essere ammaliati dal virtuosismo del progetto, di collegare in un mondiale disegno purificatore e… geo-rimodellatore, “per-mare-per-cielo–e-per-terra”, VULCANI (all’ origine della Vita; divinità primitive), “ARMI” (supremo trionfo di ogni tecnologia, precipuo strumento di ogni “guerra giusta”) e MUNNEZZA (prodotto finale di ogni produzione e consumo; bifronte indice terrestre di quantità e qualità del benessere materiale delle Assai Poco Olimpiche Creature di Padre Giano).

 E mentre “partono i bastimenti, per terre assai lontane”; ignorando per ora se la destinazione finale di quei carichi sia poi un inceneritore, o un impianto THOR; noi, che sul destino non sappiamo mai che pesci prendere, ci vogliamo qui congedare provvisoriamente dal Guerriero Sognatore Radamés Colella, ringraziandolo, con i migliori auspici per lui: che i suoi catartici sogni fanta-tecnologici abbiano un avvenire di gloria, come fu anche per Jules Verne; sgambettando e sloggiando decisamente “quell’ Arrogante Intruso”, tanto bolsamente sicuro dei Suoi Maligni Disegni, su “quella sua Cosa” tanto cara e amata!

In altre sedi si tornerà sui piani rifiuto e sulle diverse filosofie di gestione della monnezza e dell’ambiente in generale, che qui si sono solo volute introdurre, con la più sbalorditiva, ardente e in fondo… casereccia, ma non banale, delle teorie: intrisa dei nostri miti, echeggiante di profondi richiami religiosi, filosofici, psicanalitici; confacente in tutto e per tutto al nostro stile di vita. E decisamente risolutiva.

E si cercherà di capire anche se proprio quel termine radamesiano così felice e fascinoso, “CATARSI”, possa estendersi ad altre metodologie e sistemi, fino ad applicarsi ai rifiuti stessi, rendendoli protagonisti di un …comune riscatto. Una cosa, con certezza, ma senza nulla togliere alla fascinosità e alla sperimentabilità di questa vulcanica “Catarsi Colelliana”, può essere però da subito affermata: esisterebbero comunque diversi sistemi, già tutti collaudati - e forse non uno solo, universalmente valido - per venire a capo brillantemente e in fretta del problema... 

Chissà però che, nel frattempo, con tutte ‘ste scorie nucleari così incredibilmente longeve, nel mondo; questo Sole così cocente alle volte, quassù; quell’ “altra montagna” pure sempre lì, dall’ altra parte…del Golfo: non spunti in fronte, a qualcun altro – dall’ altra parte - un altro “bernoccolo”… tremendo!!! >>>  

 

Che cosa aggiungere, a questo punto?! Solo poche cosette.

Innanzitutto, che ho avuto la soddisfazione di beccare in castagna il 27 aprile, fuori differita per RAI3, al Castagnaro, il vulcanologo prof. Giuseppe Rolandi, della Federico II: non sapeva nulla, mi è parso, di questa vulcanica teoria….Si informi, Professore: si informiLei, che è un cultore, di ciampàte sataniche e altre manifestazioni diaboliche…hahhah… suvvia, durbans, professore; durbans….Poi, che….si, questa della “Catarsi Vulcanica” mi piace, debbo dire decisamente; questa si, potrebbe essere una alternativa! In fondo il dr. Colella – ancien terrible anche lui - non ha fatto altro che sviluppare teorie scientifiche su osservazioni comuni…Che altro fece, Newton, con quella mela, d’ altra parte?! E Colombo, che, all’ orizzonte, riusciva ancora a  vedere le punte degli alberi dei velieri?!....Dalle cose apparentemente elementari sono sempre venute le intuizioni migliori, per l’ Umanità…. Peccato solo che i tempi per progettare e realizzare cannoni e missili suffi-scienti sarebbero, a occhio, un po’ lunghi… Però si creerebbe occupazione vera….e poi ritengo che ce lo potremmo anche avere, noi, il don Braun adatto ….Bisognerebbe quindi che qualcuno ne parlasse con il napoletano Presidente Napolitano, mica per Villa Maria Pia: per contattare Obama!!! Inoltre qua vicino ci sono quegli isolotti e uno potrebbe essere anche idoneo…il dr. Tommaso Sodano mi sembra in fondo uomo competente e ragionevole, oltre che patito di bastimenti…ed è pur sempre un collega agronomo…vero è che sono vari mesi che non mi fa manco un fischio, per quella proposta che gli ho consegnato…collega: te ne importa una frega!... in fondo, più fattivi di lui sono stati quelli di “Un Posto Al Sole”… anche se pure loro, che cavolo!, prima di fartela, una pernacchia…. a proposito di Destino: Terracciano, parente a TerricciatoAutore-Scrittore-non-so-che-altro-no-lo-so-troppo-bene di UPAS….rifletti meglio sul Tuo….datti da faree magnate nu poco ‘e pasta e fasule pure tu, ogni tanta, come…vabbè, dopo, dopo…staje a Nàpule, uèèèh!!!… hahhah…. No, lasciamo stare Sodano… Meglio, molto meglio il Cavalliere Scellerato con la Sciàtica (sperando però non gli venga pure a lui ‘a…si, insomma… ‘a sciò…tipo CASTAGNARO 4): dovrebbe parlare col suo omologo napoletano, il “Maestro tra i Maestri”, e questi potrebbe contattare il suo omologo siculo, per organizzare una linea di conferimento, vabbè sperimentale, Napoli-Stromboli;magari solo invernale, all’ inizio….e lo zio (CASTAGNARO 5) potrebbe accelerare i tempi, per quelle sue riscér-che nautiche, basate sui fòr-ti ggétti d’ acqua…chissà che, creando l’ occasione, non ci scappino pure il pranzo di Ferragosto e di Natale, con tanto di ultimo cenone…dààài, Ziii-ooo….si, mi sa proprio che debbo presentare al Sindaco di Quarto delle note integrative, al più presto …Però occorre pensare anche a qualcos’ altro, di più immediato, rispetto alla Catarsi Vulcanica di Radamès Colella….No, no...non ora…nella prossima puntata….hahhhhah…..

Qui dirò solo che quell’ autentico vulcano attivo de La Pasionaria, non contenta del cactus, cioè dell’ agave, preme per allestire due compostiere ai presidi e che anche per questo sono tornato all’ Isola Che C’è, quella Ecologica…si, proprio da Mr. Chaplin dalla Lenza Troppo Lunga…Dal suo ufficio mi provenivano male parole di tuono…no, niente di personale, ho scoperto: era solo giorno di buste-paga….ignorandolo ancora, però, me ne sono subito ripassata qualcuna anche io, per sicurezza; ma non ce n’è stato poi bisogno: “Lei mi ricorda qualcuno….”, mi fa; ed io: “Bèh, possibile, sa…sono un fotografo a tempo perso…”…”Ah! Mi ricordo...Che volete, mò?!”, e si mette a guardare le carte, quasi avesse parlato col muro…”Tapparelle…”, faccio io guardando la finestra; e lui, senza alzare il sipario: “Se ci sono, pigliatevele!”…allora io: “Mica mi posso calare nei cassoni, come mi vorrebbero far fare gli operai…e poi mi servono per…”…”Non lo voglio sapere!”, taglia corto lui, sempre a tende chiuse; alchè io finalmente mi sfotto: “Io invece glielo voglio dire e lei lo deve sapere, Mr. Chaplin…hhahh, i suoi baffetti, sacom’ è simpatico, gliel’ hanno mai detto?!, hahhh … voglio – mica per me: io uso dei tubi di fogna… - qualsiasi materiale, adatto per fare compostiere…cominciamo con le tapparelle…come sono sono: tutte quelle che vi consegnano!”… Insomma, a buon intenditor poche parole, e a oggi, di quelle, manco una: ma non ho perso le speranze e sto telefonando tutti i giorni….Però lui l’ ha presa bene, debbo dire….O aveva già esaurito il repertorio…..

E poi…Poi sto cercando altri musicisti e cantanti…ne ho scritte 6-7, che potrebbero diventare, volendo proprio …hahhh… delle canzoni...unglaublich!!! scioè: incroyable! Ma qualcosa, lì al bivio, l’ Elettro-Cantautore di cui parlo sempre – per il quale confesso di accusare ormai un vero e proprio debole, ma mica un vero e proprio infessimento!; e la prossima volta che vado da lui gli domando prima che ha mangiato… -  ormai dovrebbe star facendo; forse sulla prima, la più importante: “La Vita come Compostiera”, ùùhàààneme!!!… dico così per non scomodare altri Vip di quella mia troppo addoràta Isola Pontina… io preferisco però “’A Gumbostiera”, con Frau Mutti e Bubi, la terza; e poi l’ ultima: “La canzone della Zenzola”…hahhhah…Si, pure “’A  Canzòne d’ ‘a MMèrda”, debbo dire, si fa un certo onore, liricamente fedele al suo titolo... che, volendo, potrebbe pure diventare: “Canzòne ‘e mmerda”, insomma, hahhh…In-sòmma: A.A.A. Musicisti e Cantanti Cercasi. Anche di primo pelo. Tuttavia niente paura: dati gli argomenti, si va tutti sul sicuro, immagino… Io di certo…

E per concludere, ma proprio per concludere….

Certo, nel pezzo originario, alla fine, debbo ammetterlo, sono stato un po’ omissivo. Perché, a seconda di come sbatti, e di quello che guardi sempre, ti si fa in fronte, o ncapa, un bitorzolone, oppure una grossa infossatura. E qui è pieno di cald…ère…. Oramai non ho più tempo. Ma giuro che, dovendolo proprio riscriverlo daccapo, ‘sto pezzo, ne terrò conto. Qui mi limito ad una ipotesi, che è poi una intima certezza. Consiglierei pertanto al Comitato del Castagnaro di studiare tutti i modi possibili e immaginabili per favorire discretamente al Commissario Annunziato Vardè, nostro Generalissimo in Cald…òro, l’ immediata disponibilità, a costo quasi zero, di un degnissimo ufficio con dignitosissimi gabinetti per tecnici annessi, rigorosamente senza pirifuscoli da sciulia-màzzo e senza spigoli sporgenti di sorta…Naturalmente, assolutamente senza vista sul Golfo, nè sul Vesuvio…. Sai che, alle volte!, quella sua cocozzale tremendissima affossaturafuori specifica” non possa rimarginarsi e, ricordandosi di tanto in tanto di quella notte (CASTAGNARO 2) - che non può essere passata invano nemmeno per lui - da uomo, pardòn! da Generale, non da caporale, don Tino (Tinuccio, o Tinello: chissà come lo chiamava la sua… zi-e-lla…) non si decida finalmente, onorevolmente ad ammettere:….. “Terra-Madre, questa …Bella, Ferace e Vulcanica, come le sue Donne....ancora con fascino verginale… Mi sa però che li ho guardati troppo, sempre dall’ alto, tutti ‘sti benedetti vulcani…in elicottero…quante sfessate ncapa però, là dentro, quando cambia il vento… …Spenti, che enorme peccato!… Vabbè…bisogna farsene una ragione… quanti ne sonoStraordinari!.... me ne sono proprio invaghito……………………………………. E che affessatura terribile m’ hanno fatto venire; proprio fuori specifica!!!”.

Ah!, dimenticavo… il Castagnaro sta su un fianco del Monte Gauro: ovvero alle pendici occidentali del vulcano di Cigliano… E infine, si!, debbo ricordarmi ancora di precisare a Mr. Chaplin dalla Lenza Troppo Lunga che, oltre alle tapparelle, anche i tini andrebbero bene…anzi: egregiamente....pure non troppo grossi…anche dei tinucci insomma, o dei… tinelli ?!…..

P.S. Com’ è, “sono io”, o è lui, che non si sente più?! Pasquino, se ci sei ancora, come personalmente credo e spero, batti un colpo… “Mi manchi”, cantava il Poeta… scioè..qua solo Arabe Infelisci, per i nostri Sciéli

 

Quarto Flegreo, 14/05/2012

fabio.06.casamassima@gmail.com

(agronomo)

 

 

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