CRONACHE DAL CASTAGNARO (4)

APPESI A UN FILO

Chissà perché da noi un sacco di cose, incominciate con le migliori intenzioni, debbono finire per forza a schifìo: ma essere napoletani significa soprattutto “saperlo già”, questo, non accettarlo ma sapersene fare una ragione e andare comunque avanti: perché è così, si tratta del nostro vivere quotidiano; o si rischia di non campare più….ovvero di mandare tutto dove non si dovrebbe….

Per esempio sono stato un paio di volte - grazie sempre a quel determinato mio zio, che atterrerà giovedì sul suolo patrio - all’ isola ecologica. Avevo infatti trasformato da alcuni mesi il mio fuori-casa (back & front yard) in una mini-discarica, anzi in una mini-piattaforma di materiali, già puliti e selezionati per omogeneità merceologica, ma non mi decidevo mai a pesarli, fotografarli ed esaminarli in dettaglio. Un sacco di altre cose anche da fare, mi sono dovuto dunque decidere in tutta fretta, purtroppo in modo sommario. Caricata così all’ inverosimile la mia sontuosissima auto (rivendico almeno di essere tra i pochi che non gettano dai finestrini), fatto il pari e dispari tra piattaforma Trincone e isola ecologica, mi è uscita la seconda. Questa, all’ insaputa di molti cittadini, anche ambientalisti, si trova in via Lenza Lunga, che mena dagli Spinelli su via Campana, su cui sbuca proprio attaccata agli svincoli delle bretelle Tangenziale-Reginelle-Quarto. Al di là, c’è la rivendita agraria d’ ‘O Scellerato. Ero un po’ incerto, se fosse il sito adatto cui recarmi; proprio per questo però mi ci sono poi diretto, deciso.

Apro una parentesi. Fino a pochi anni fa ci si riferiva a questo sito come “ex-macello”, ma impropriamente: perché tale non fu mai. Già finito da oltre un decennio, dotato di tutti gli impianti, mai entrato in esercizio, fu poi, ovviamente, meticolosamente saccheggiato e semidistrutto. Le sue uniche funzioni furono infatti di fornire materiali di prim’ ordine ai più solerti ferrovecchisti, impiantisti e bisognosi fai-da-te in  circolazione; suscitare un tentativo di centro sociale giovanile autogestito, all’ insegna però dell’ anti-americanismo e sventolante bandiera palestinese; divenire infine, sovrabbondante di lordure – ma attrezzato qui e là di porte di ferro robuste - rifugio sventrato per cani, vagabondi, balordi e immigrati clandestini. A volte mi capitava di trovarmi qualcuno affianco in casa, senza aver sentito nemmeno un “Nèh!” oppure “Uèèh, Tampiri!: ma questo però non mi ha mai turbato, visto che non sono mai stato scannato. Altrimenti lo direi, certo che lo direi! E continuavo a tenere, come d’ altronde oggi, tutto aperto. Però quella bandiera palestinese, pur dolente per il mio stimabilissimo dirimpettaio giordano, figlio di profughi da Haifa e per il suo popolo, volli proprio chiederlo ai carabinieri, quella volta, di toglierla (troppo lungo spiegare qui perché). Mi pare nel 2005 altra amministrazione, salatiella pure ncapa, oltre che ncoda (tipo questa), vi aveva fatto progettare un impianto di compostaggio, ma alquanto arraffazzonato e copia-incollaticcio, tecnologicamente: cosa che sollevò sacrosante, vibrate proteste popolari (a tempo e luogo). Accantonato dunque quel progetto, che Salatiello padre e figlia paradossalmente ancora oggi ritengono di poter sbattere in faccia a qualcuno, vi si è infine costituita l’ isola ecologica, gestita dalla municipalizzata “Quarto Multiservizi” (prima qualcosa del genere si trovava presso cimitero; poi in via Seitolla). Fino a non tanto tempo fa la “Quarto Multiservizi”, in fatto di bilancio, tipologia media di occupati, spirito di servizio, efficienza, gestione, in proporzione, forse se la magnava, l’ “ASÌA” di Napoli dei “bei tempi”. Se ne potrebbe e dovrebbe fare un libbrone (con due “b”). Adesso non so ancora bene. Chiusa parentesi. 

No, questa plastica qui non la accettiamo”, mi dice uno, che poi mi lascia sul più bello come un turzo; “Si, questa plastica qui la accettiamo, ma adesso non abbiamo dove metterla”, mi fa un altro, che pare andarsi ad informare meglio e pure scompare. Dopo altra attesa mi rivolgo allora a un altro ancora, più per curiosità che per altro, in modo quieto e garbato, giusto per capire che cosa fare e quanto rigore vi sia, lì…Dopo alcune consultazioni interne, vengo allora indirizzato ad un cassone nel fossato…Sopraggiunge intanto una distinta signora, d’ ‘a zon’, quasi affabile, che spalanca orgogliosa il portabagagli, esibendo materiali puliti, ordinati con cura: vaschette di frigorifero, vecchie stuoie, ecc. ecc. …Giunto intanto al cassone nel fossato, vedo che non contiene bottiglie e simili, bensì giocattoli, sedie, suppellettili varie…”Menate a ‘int’, nu ce fa niente: è poco”…”No, vabbuò; e pecchè avimm’ ammiscà?!”, gli faccio io…Tornato su, “esce fuori” che c’è il tal camion destinato alla  raccolta della plastica il giorno dopo e che posso dunque buttare lì…mentre sono intento all’ auto-svuotamento manuale del mio personale taxi-limousine-furgoncino-cassoncino a quattro ruote, sento montare una discussione tra la distinta signora di prima (ormai evidentemente estenuata dai tira-e-molla) e alcuni addetti…”Aah sii?!?! Mò ve faccio vedè io!, ‘o sinnaco è amico meijo!!! ‘Sti quatt’….” …Infuriata, la signora si mette al volante e si ferma al cassonetto del tal quale esterno, scarica tutto e sgomma via, seguita da un corale “Ma vatt’ a menà c’ ‘a capa ‘a ‘int’, vecchia e bona!...’o sinnaco, sèh!!!….”, di tre o quattro di loro…”Un malinteso: la gente ha fretta, non si sa spiegare, si offende in fretta”, penso io… Solo alla fine faccio mente locale alla provenienza di quel fetore: esce da quel camion….Nel pomeriggio-serata carico altre due volte la mia formidabile station wagon e vado ad intasare quindi qualche campana stradale. Ignaro di cosa altro mi attendesse, torno ancora all’ “Isola che c’è” il giorno dopo, con una grossa sedia da esterno in ferro. “Salite su quella rampa: il cassone di sotto…”. “Ok”, e vado. Poiché stavolta mi ero ricordato però di avere la macchina fotografica in tasca, incomincio a scattare a destra e manca (esclusi gli operatori). Mi si fanno allora incontro in tre: “Lei perché fotografa?!...Questa è area privata… Consegni la macchina!”, concitati e aggressivi…”Scusi…forse avrei dovuto chiedere…Ma poi perché non dovrei, in effetti, me lo spiega?!” …”CONSEGNI!!!”, incalza lui...”AAh SII?? A-A-re-a pri-va-ta?!...Laaa maaa-cch-ina…ma… còome dià-volo vi viene in mente, una tale assùr-di-tà?!”, ancora calmo, io. “Ma LEI CHI C… È?! DÌA QUELLA MACCHINA!!!”, mi fa sempre lui, il tipo coi baffetti, forse il responsabile. “Le-e-e-i chi-i-i c.c.c…. è-è-è?!?!... Sono il cittadino Pinco Palla de Qualunquis, Egregio, già da voi schedato, per servirti! TU invece, A CHI….APPARTIENI?!?!” (chiaramente qui non posso metterci le due consonanti iniziali). La vista mi si era infatti subitaneamente annebbiata di rosso, ovvero era come se oggetti e persone li vedessi, come dire… ecco, si: rossi, a sangue… e immaginavo quei suoi due baffetti volare letteralmente sulla povera sedia, da cui mi ero definitivamente separato: ma mi è venuto in mente Charlot e che avrei inquinato il cassone del multi-materiale, per cui stavo quasi per mettermi a ridere… “ADESSO CHIAMO I CARABINIERI!”, mi proviene da quel rideau che va su e giù; e io: “Benissimo, chiamali pure, li aspetto! Guarda che non me ne vado, finché non li vedo!!!......Allòora, li hai chiamàati?!?!...”…E così via. Ma taglio qui. Naturalmente quella telefonata si è rivelata poi una finta ed io, impostomi quasi subito di rientrare nei miei ranghi, con calma riacquisita, dopo aver volutamente indugiato fin troppo, me ne sono finalmente andato: tenendomi fortunatamente in corpo (perchè sia una fortuna e non “un peccato”, lo si capisce solo alla mia età) certe altre salacità da  indirizzare a Mr. Chaplin dalla Lenza Troppo Lunga, nonché to his brother & sister, too (peccato, in francese suonerebbe meglio). Mi sono diretto quindi, con qualche lucertola e ragno in più ormai ben annidati tra i sedili, verso l’ aula consiliare “Peppino Impastato”, dove era all’ OdG la approvazione del piano rifiuti, già commissionato da precedente giunta - non credo di andare errato - alla “Faber srl”. “Ma guarda! Sto senza libretto di circolazione…Se quelli venivano veramente, chissà la capa che tenevano…meglio così…”, mi veniva da ridacchiare, rovistando nell’ abitacolo (ho la abitudine di portarmelo sempre appresso): però ripensando al tutto, mi sarei volentieri preso anche a paccheri, perché…insomma, per tante e tante ragioni; e poi perchè ...”mica sò Pasquino, io!” …cioè…intendevo dire Pasquale!, riflettevo….Però, assaporando pure il grottesco e il ridicolo, al fondo di certe situazioni, sono semplicemente entrato nella Impastatrice Comunale…Erano circa le 11.30 di venerdì 30 marzo.

Mi sono poi potuto trattenere in quell’ aula fino alle 13.00 circa, perdendo credo alcuni interventi fondamentali: in particolare, quelli del Sindaco, suppongo iniziale e finale; quello dell’ ing. Mendìa, della “Faber srl”, immagino tra i conclusivi. Non so come sia andata poi a finire, ma sembra proprio che il piano sia stato approvato. Ho molto apprezzato comunque alcuni interventi, in particolare quello di Margherita Pellegrino (PD), che a tratti “mi ha rubato” addirittura le parole di bocca: ovvero “mi ha letto nel pensiero”…. Ma no, no, no!!!, figuriamoci; povera Margherita!, hahahhh….Insomma la Signora, da autentica Principessa del Foro, senza mai profferire la parola più immediata - rimandante alle famose cascate di Totò - con un giro di parole quasi forbito e una serie di argomentazioni, deduzioni e piccoli calcoli, asserisce che il piano è debole, molto debole. Sostiene, molto in sintesi, che l’ obiettivo del 50% di raccolta differenziata è troppo basso; che puntare sulla raccolta di prossimità non funziona; che comunque il numero di addetti previsto è insufficiente; che altri dati e calcoli sono pure sbagliati, pardon!, da rivedere; che sul territorio abbondano le tipologie edilizie di tipo estensivo (quelle che io comprendo nella definizione mia di “strutture urbane rurali”), vocate all’ auto-compostaggio; che esistono anche collaudati strumenti di politica locale per “prevenire”, cioè “ridurre a monte”; che criteri di premialità non possono non essere trattati; che il piano di ammortamento non convince….Mentre pacatamente la Gentildonna lo incalza coi suoi eleganti colpi di fioretto, l’ ingegnere, cazzuto, evero, ma con classe spagnola (tiè, anche se ti proclami basco!) e cazzimma più propriamente napoletana, compunto annota, scambia splendente battute col sindaco e con altri, guarda serio per aria…pirifuscoli in controluce?!...e da quel punto dell’ anfiteatro alle sue spalle provengono scrosci di “cascate vere” …. Ma dico io: tutti mò, avìta ‘ì?! Ci vorrebbe la “Cristina del Castagnaro”, col suo frungolone sul naso, che sembra gonfiarsi e sul punto di schizzarle via quando urla per la seconda-terza volta: “Chiurìt’ chella pòrta!” (la vera Cristina, che sta in mezzo al mare, è una specie di pesce-palla; non sia mai ti guarda mentre parli, le palle degli occhi le vengono fuori)“Sapevo dai presidi che il Sindaco ha la sciatica, quando lo chiamano; ma qua, se ci fosse ancora la Campanara del Castagnaro – perché l’ ho vista, prima! - sbotterebbe senz’ altro: cos’ ‘e pazz’: ma ch’ c’è b’nut’ a tutt’ quant’ chìst’ mò, ‘a sciòrd’?!” Non so: forse erano messaggi in codice; forse il bisogno di affermare a chi subentrava: “Non sono stato io a farti trovare quella roba lì, che credi?!” Fatto sta che era un continuo. Assurdo! Poi - mentre qualcuno alle mie spalle sbadiglia grassamente, vari gruppetti fanno le loro micro-assemblee private interne all’ aula, altri rispondono al loro cellulare sinfonico - quella Principessa del Consiglio, riferendosi a qualcosa di apparentemente secondario, che in realtà rischia di dilaniare il Comitato, afferma: “…e nessuno poteva capire, leggendo, che qua stava la pezza, là il sapone!”…. La péezza e il sapòone?!?!....

Si: “la pezza e il sapone”!!!….Alloora….Circa 30-40 giorni fa al Sindaco, in Provincia, sarebbe stato detto, suppergiù: “ Sentite: rassegnatevi; noi na cosa avimma fà, for’ ‘e case voste; levateville ‘a capa!!!… Voi non volete la discarica ?! Ok. La vedo dura. Ma fate almeno una proposta alternativa… Per noi, forse, sappiatelo!, potrebbe andar bene anche una piattaforma per il multi-materiale….Forse….Noi intanto procediamo…Però stiamo sempre qua; fateci sapere…”. Passano 20-30 giorni, più o meno, e il Sindaco avrebbe scritto ai capi-gruppo: “Guardate, secondo la Provincia, ci sarebbe da ragionare su una piattaforma per il multi-materiale…”. Non se ne sa niente in giro, ancora per qualche giorno (a quanto pare)…. Tornano allora in Provincia alcuni Cavalieri del Comitato e lì si sentono dire: “Ma noi da mò che abbiamo dato una dritta al vostro Sindaco!”….”Ah!, sul serio?! Certo, già lo sapevamo, noi, come no!….”, abbozzano loro… E qua casca l’ asino, ovvero succede quasi lo sconquasso: perché all’ ultimo ex sindaco, oggi eminente consigliere di opposizione (PD), il suo capogruppo, il giovanissimo e valoroso Dinacci, quella lettera del “Cavalliere Scellerato” gliela aveva già girata….e “Sua Amarezza”, come lo chiama Pasquino di Quarto, è una delle colonne fondamentali del comitato; e lo sono anche determinati suoi giovani, valorosi congiunti…Si avverte quindi la utilità, se non proprio la necessità, di un chiarimento…. ”Ma come: tu già sapevi?!”…. “Si, io già sapevo, embèh?!”….“Embèh, ok…potevi almeno cennare qualcosa, però…”…”Si, ma a che serviva?! Come potevo io interpretare…”…”Si, ma perché non farcela comunque leggere subito anche a noi, quella lettera del Sindaco?!”…”Non sarebbe servito a niente, guarda…”….”È stato tuttavia un errore…”…..”Ma …Come puoi dubitare di me?!”….”Ma chi dubita di te!…tu però perché non hai parlato?!”…..”Ma come vi permettete!!!…”….Ma qua…Ma là…..Ma su…Ma giù….La mano aperta su un nido di vespe! Il minaccioso ronzìo e sfoderar di pungiglioni, sulle prime esercitati in luoghi appartati da quei pochi Nobili Predestinati, poi compartecipati da parenti e affini, vengono infine inevitabilmente alla ribalta della pubblica assemblea (non poteva ormai farsi diversamente)….Io ne sono venuto a conoscenza, come tanti altri, la sera di giovedì 29, presso quell’ ormai famosissimo ospizio (ahahhah)…. All’ inizio della assemblea un veemente, accorato e risentito intervento femminile sbatte immediatamente la questione sul tappeto, rivestendola con i panni dell’ onore personale e familiare, delle conclamate rispettabilità individuali, della fiducia e della ingratitudine… la stanchezza si somma alla amarezza e alla rabbia, in un cocktail micidiale… alcuni altri animi di contro coraggiosamente accennano fieramente a rintuzzare… La Campanara…ma no!,no!!: Il Più Bel Fiore del Castagnaro sta per trasmutarsi, per qualche arcano sortilegio, nella tagliola vorace di una carnivora Dionea gigante… la paglia si accende… si rischiano singolar tenzoni, poi il parapiglia….. Sua Altezza “Sua Amarezza”, protestato vibratamente il proprio umano sdegno, si ritira tosto regalmente: un po’ forse per non lasciarsi avviluppare nelle malsane pieghe che rischiava di prendere il dibattito, in quel clima così surriscaldato, da cui verosimilmente non voleva essere coinvolto e che certamente non desiderava contribuire a peggiorare; un po’, anche, per stemperare certi altri generosissimi, nobilissimi animi, però ancora troppo giovanili, forse: Vivaddìo, però!…..L’ assemblea resta turbata e attonita… il vuoto si avverte… si riconoscono con dolore e serietà le ferite apertesi…. poi diversi Castagnaresi propongono con calore di mettere da parte risolutamente divisioni e critiche e di ricucire immediatamente lo strappo, scongiurando così ulteriori pericolose lacerazioni… Tutti sottolineano valore, meriti e abnegazione indiscutibili, di chi si è risentitamente allontanato……Affianco a me, per una volta che mi ero seduto su un divano, una giovanissima valchiria rotea instancabilmente la sua lunga chioma, dalle cui giostre mi debbo sovente scansare…. Nessuna croce viene scagliata addosso a nessuno…Eventuali persistenti dubbi, più di metodo che di programma, non vengono sottolineati né sviluppati…Concordi, i Castagnaresi discendono allora, anche i più critici,  fino al Castello degli Sdegnati… la presenza di “tutti” sembra un chiaro, voluto segno, a tutti gli altri e ai diretti interessati, che la stima, la fiducia e l’ affetto personali prevalgono su ogni altra cosa (da escludersi risolutamente determinati comportamenti individuali da meri gregari)… I Castagnaresi gridano quindi corali e accorati il proprio affetto e riconoscenza, chiedono scusa, ringraziano per tutto, invocano…Sua Maestà si affaccia, apre la saracinesca del Castello, si sporge oltre il fossato, regalmente ringrazia anche lui, affabile un po’ conversa, scherza anche…ma si avverte che, dentro, il Re è profondamente provato… I Castagnaresi allora gli riesprimono il proprio calore umano e la propria solidarietà; un po’ lo trattengono ancora, un po’ si trattiene ancora lui; poi, augurandogli coralmente la buona serata, viene il momento di lasciarlo tranquillo, finalmente, ai suoi affetti più cari. Tutti se ne risalgono allora su, nel buio fitto, in cui erano discesi…..A mezza strada mi viene improvvisamente schiaffata in bocca, spalancata per il fiatone, una frusciante, invisibile chioma … posso solo immaginare di chi! … Tutto sembra poter finire lì…….Chi se ne va, chi indugia…qualcun altro fa la bella penzata di andarsi a prendere il caffè… E “la pezza e il sapone”, sia pure non all’ OdG, vengono allineati poi da qualcuno la mattina dopo sui banchi del consiglio comunale…confidando magari che se ne faccia buon uso, anche in quell’ aula?!… Alloora, ricapitolando….

Il Castagnaro ricade nella municipalità puteolana, ma di fatto è organico al territorio quartese; a Pozzuoli c’è un commissario prefettizio; la discarica è programmata in territorio puteolano; il problema grava quindi essenzialmente sulla popolazione e sulla municipalità quartesi; il Comitato si sta svenando e sfibrando, senza tregua e senza quartiere, in una impari lotta col Generale; la Provincia avrebbe comunicato ad alcuni rappresentanti del Comitato che una piattaforma per i multi-materiali su territorio quartese potrebbe forse scongiurare la discarica puteolana del Castagnaro (“qua la pezza, qua il sapone”); il Sindaco di Quarto sarebbe stato il primo a saperlo, ma avrebbe preso e perso tempo, comunicando poi in modo diciamo infelice la notizia ai politici locali (“c’è pure una pezza, questa qua…”); nessuno dei politici locali, neppure dei più navigati, avrebbe capito o saputo interpretare, che quella poteva essere una via di uscita per il paese (“Quarto è una cosa, Pozzuoli un’ altra: nessuna relazione chiara tra discarica e piattaforma; solo pezze, niente sapone….”); le notizie, con relativa cronologia, divengono infine di dominio castagnarese, poi forse anche quartese… In coda, in mancanza di esaustive esplicitazioni richieste alle varie parti più in causa o da queste spontaneamente offerte, umani dubbi, normali domande, semplici interdizioni, diciamo così…Un elicottero militare sorvola intanto i cieli flegrei di Quarto, di sopra; nello stesso tempo alcune farfalline colorate, di sotto, vagamente poggiandosi prima su un orecchio, poi su un altro, timidamente titillano con le loro antennine il disegno di un impianto di compostaggio, proprio affianco alla possibile nuova piattaforma…e affianco a quella già esistente!....

Che dire allora, se non che bisognerebbe abolire dai programmi scolastici, oltre che Dante (come reclamato a gran voce da “certuni”, in nome di certi travisati e molto particolari “diritti umani”), anche Machiavelli?! Perché quelli sì, sono capoccioni che ti segnano, e male…Come ti possono segnare male da bambino certe fiabe di Andersen, che parlano ad es. di re nudi…spagnoli, guarda un po’!... Ma se uno non è mai stato andreottiano può credere tuttavia che a pensar male, si faccia solo peccato… che non sia il caso dunque di fare troppe elucubrazioni o “speculazioni”…che nessuno ne stia realmente facendo… che ognuno ha le sue buone, leali ragioni… e che il Re sia veramente nudo e consapevole di esserlo lui stesso. Perciò, se è lecito: quanto a ‘O Sinnaco, si può essere certi che riuscirà a fare pienamente onore al suo nome (Massimo). Però auguri soprattutto per la sciatica, Sindaco: non vorrei che dovessero esserci ancora molte altre “lunghe camminate”, per il paese….Quanto a Sua Maestà, si azzarderebbe invece qui augurarGli, con tutto il rispetto, qualora Egli stesso dovesse accorgersi di una eventuale Sua foglia di fico rimastaGli lì, come una decalcomania, di riuscire a staccarla e lanciarla poi alta nel vento, senza pudori regali: chi, e di che cosa mai, tanto, si potrebbe scandalizzare?!

Voglio ringraziare allora qui Par’ e Pall’, che cortesemente mi segnala su http://www.facebook.com/groups/noalladiscaricadelcastagnaro/394945833858286/ che Emilio Lupo (che non conosco, ma di cui sento parlare da trent’ anni, che barba!, ma in questo lui non c’ entra niente) è addirittura segretario, di “Psichiatria democratica”. Naturalmente il fatto che io abbia invece scritto “Magistratura…”, in “CASTAGNARO (3)”, personalmente mi inquieta, come l’ aver addirittura datato “2013” il precedente “CASTAGNARO (2)”: fesserie di nessuna importanza, “lapis”, visioni o “brutti segni”?! Mica sarà a causa di tutti ‘sti miei sogni ricorrenti, per ora insensati, che sempre si interrompono sul più bello e poi, se cerco di seguirne il filo, mi svaniscono sotto al naso, lasciandomi intanto stralunato, con un vago sapore cavalleresco nel linguaggio, di cui non riesco a spogliarmi?!  Non lo so ancora; spero solo di capirlo in tempo, per la fine di queste mie personalissime e inutili “CRONACHE”…. Quanto al resto…sì, cercherò di stare più attento, per quanto mi riguarda, a non fare “piscologia à la bon marscé”…

Debbo concludere dunque che, al solito, potenti segni e sortilegi sono nella… aria?!. Seh, nell’ aria…al solito anche nell’ area, che si va estendendo e comprende pure via Masullo stavolta; oltre che nell’ aia, di chi ce l’ ha: come benissimo ha detto la Pellegrino, parlando di compostaggio domestico …Si sta facendo giorno intanto, esco fuori per una boccata d’ aria….CiCiCi---GiGiGi---BiBiBi---che incantevole sinfonia, gli uccelli di mattina presto!!! Ehi, ma sullo specchietto dell’ auto, che cos’è quella: una allodola?!?!

Rientro. Non ci azzecca niente col Castagnaro, ma voglio ugualmente congratularmi nel modo più caloroso con Alberto, che non so se ancora manza formazzini, ma si è finalmente, assai brillantemente laureato (sempre con quella cicatrice sul polpaccio… http://www.napoliontheroad.com/casamassimabefana.htm)…Benvenuto, vecchio amico, unico superstite compagno di quel nostro fanciullesco “Magnifico gruppetto”, fra coloro che possono seriamente far danni!!! Vabbè, tu hai incominciato da molto prima, fin da bambino addirittura…. hahhahhh….Ad Maiora!

Adesso chiudo proprio.  Però non posso fare a meno di ripensare che troppe situazioni sono quanto mai critiche e il filo a cui si sta appesi è ben insaponato: occorrerebbe proprio una bella pezza, per asciugare…. In attesa che qualche buona magìa faccia svanire i sortilegi in atto, mi viene in mente che potrei giocare al lotto …e qua bisogna riflettere bene, perché possono essere soldi! …. Vediamo….”La pezza e il sapone”, “Il Re Nudo”: fin qui ok, mi pare…poi, vediamo ancora: “Il Sindaco con la sciatica”, o forse ”Il consigliere con l’ attacco di sciòrda”; poi forse “Il filo”….o “La Lenza Lunga”; e infine uno, tra “Lo zio d’ America” e “Il Laureato nel pesce d’ aprile”…sono francamente indeciso…no, non so che fare, i numeri sono solo cinque… mi debbo assolutamente far consigliare da qualche espertoo farò un tocco…ma poi, che numeri sono, questi?!...Mi vado per ora a coccare un pò. Speriamo solo che col sole più forte si fermino un po’ tutte ‘ste bocce così irrequiete, per stabilire bene qual è il campo, e vedere dove sta il boccino…Sennò, come diceva Franco Franchi: “Ceeeccio! Qua a schefèo, se fenèsce!”

Buona Pasqua a tutti. E Buon Pasquino !!!

 

Quarto Flegreo, 04/04/2012

fabio.casamassima@fastwebnet.it

                                                                                           (agronomo)

 

 

Condividi