CRONACHE DAL CASTAGNARO
“EINSTEIN, IL PARANCO E L’ AUTO… COMPOSTAGGIO”
QUASI UN ANNO DOPO…
(versione riveduta e aggiornata)

<<<<< “Domani giuro che la compro e la tengo fissa nel cruscotto, così non debbo più tirare il fiato…”, mi ripromisi anche poche sere fa, costeggiando le perenni, scenografiche andane di immondizie, al rientro nella mia quartese contrada. Ma ebbi solo un principio dei miei consueti, lunghi travasi di bile: nessun sospetto piromane in giro!, e il mio sguardo tornò incurante: senza vagare, con il solito attonimento, tra le fetide, sinuose pilate delle “Ande”, nelle quali individuo sempre pane, cibi vari, frasche, fronde di Cycas e di palme, pizze e, quand’è il tempo, persino le vinacce, su di un lato: sull’ altro, molteplici campi, delimitati da materassi e frigoriferi e disseminati di buste, fino alla mia traversa, dopo l’ “Appennino”… 

Ero infatti distratto da una vaga inquietudine, perché non capivo il senso di certi miei pensieri: “Si, è bella, ma…cosa avrà mai, quella casa, che li attrae tutti lì?!” No, non quella che già fu nostra, per tanti decenni, e che ora sta lì, senza di noi - per nostri vagheggiamenti e vaneggiamenti bucolici - all’ esterno della quale ero dovuto ripassare, ore prima; ma quella di fronte… Insomma, quella sera dovevo scoprire, contandone cinque, che i miei dirimpettai erano sempre stati professionisti molto affermati e… tutti ingegneri ?! E mi tornavano in mente poi i modi di certe nostre chiacchierate, attraverso quelle ortensie, che ora non ci sono più…. Ad uno di loro in fin dei conti così avevo fatto impiantare un vigneto……Sì… Era stato un sabato mattina di un inizio autunno che, per via di una buca, in un posto sperduto tra Presenzano e Vairano, impotente, mi ero ritrovato avvinto da entrambi quei due nerboruti villici, in mezzo ai quali sedevo…Quell’ ingegnere allora, incurante del botto ma tuttora stordito dalla fissa della sua raffineria, risalito dalla piccola affossatura laterale, si guardò attorno…notò dei morali di castagno belli lunghi coricati lì nei pressi, rifletté… quindi, elaborato il suo piano di emergenza, sicuro di sé, lo comunicò imperioso: gli operai avrebbero realizzato un castelletto, a cui fissare il paranco, con cui sollevare la macchina, da imbracare con le loro lenze di acciaio da squadratori… Al lavoro!, che prima o poi sarebbe pure transitato qualcuno, cui avrebbe gentilmente chiesto di condurlo alla sua proprietà e di riaccompagnarlo di nuovo lì: perché era indispensabile!, quel suo paranco….Fu a quel punto che uno dei villici, sol perché geloso dei suoi attrezzi, ho sempre creduto, rinunciò a perder tempo e con rustico sussiego obiettò: “Ingegnè, sentite…non è per contraddirvi…il vostro piano è buono, ma… vedete, scusate…qua siamo in cingue…forse, se riusciamo a unire gli sforzi…”. Sì, naturalmente quell’ incidente di percorso si risolse poi così, solo con un po’ di olio di gomito e abbastanza in fretta anche, senza tutte quelle macchinose applicazioni ingegneristiche… 
Inutili ricordi, quella sera, lungo quelle mie oramai familiari, smisurate immondizie…Come… Sì, era una di quelle interminabili estati di tanto tempo fa …Mi reputavo e mi sentivo solo, quel pomeriggio: sotto allo stillicidio di formiche del pergolato e col ronzìo dei calabroni…Per non farmi dimenticare tutto, i miei mi avevano assegnato un problemino col tre composto…ingiustamente solo…Mi si materializzò invece all’ improvviso, nella calura impietosa, quel mio zio, sazio finalmente della sua pennichella post-prandiale… Euforico, mi vedevo già a rituffarmi dalle “Pietre Tagliate” e dai “Giardinetti” con gli amici e i cugini per cui, fiducioso e inerme, ma sicuro, stavo per porgergli il quaderno ed implorarlo: ”Senti, zio: se tu hai qui 5 negozi con 3 impiegati e 7...”, ma lui fu più svelto di me: gettato dall’ alto un rapido sguardo sulle mie paginette, serio, tagliò corto: “Una volta, al nipote che voleva farsi aiutare con la scuola, Einstein rispose: <Questo problema è troppo facile per me…te lo sbaglierei sicuramente … chiedi a qualcun altro, o domani al tuo professore; non so fartelo, io>”. 
E dopo quella pugnalata, scalzo, poiché era già in costume da bagno, se ne andò verso la spiaggia…lo sentivo ancora sghignazzare, in lontananza….Sì, anche lui, per un periodo, era stato lì… 

Poi ci furono…sì, un ingegnere svizzero con la sua milanese: ma durò poco…no, di loro non voglio parlare…Ne venne poi un altro, sempre serio, una ruga fissa in fronte e sguardo basso…la moglie invece, elegante, democratica e snob (quarantenne, passeggiava col bastone), astrofisica, sguardo alto…una sera, che terminavo di risagomare l’ aiuola col bordo in tufo presso il cancello, grazie al lampione municipale, mi nascosi dietro l’ Aruacaria, perché la notai uscire dal suo portone guardinga, nella sinistra e nella destra due voluminose buste con manici, di una nota boutique di abbigliamento del quartiere…”Ecco chi deposita l’ immondizia in quel modo così… chic !” Molto tempo dopo avrei letto che anche la sig.ra Clio Bittoni faceva così, a Roma, per un suo alto senso di dignità personale…Però spero che oggi la pregiatissima, illustre Avvocato non debba più occuparsi di queste bassezze; e a Villa Rosebery so che c’è una ditta che ritira gli scarti verdi, trasportandoli ad un centro di raccolta; eppure una certa Michelle pianta verdure in Campidoglio (o almeno lo ha fatto, una volta)….

…. Tutti professionisti di ottimo livello, mi ripetevo; persone squisite, i miei ex dirimpettai (eccettuato quel determinato mio zio!): mai, tra l’altro, che mi buttassero le scatolette del tonno o i preservativi tra le aspidistre e i gladioli, loro…no, questo non lo credo nemmeno oggi… rapporti sempre cordiali…No, con l’ ultimo non avevo fatto amicizia: ma anche lui era sempre stato molto cortese, affabile, semplice e disponibile nei modi e nei fatti, ed aveva una bellissima famigliola, tutti rossi come il fuoco, guarda un pò…Io credevo di travederlo però sempre assorto in qualche suo pensiero, anche quando si prendeva un bicchiere d’ acqua, dietro quelle grate…Avevo saputo solo anni dopo, da una rabbiosa e grottesca esibizione televisiva di quello sciagurato governatore, allora rappresentante istituzionale della Campania, che “Il Rosso” era docente universitario stimatissimo: tant’ è che proprio lui aveva curato la elaborazione di un piano-rifiuti fenomenale, apprezzato anche all’ estero, si era precisato...

“Già, i piani-rifiuto: il solito tormentone…”, riflettevo nel parcheggiare un po’ distante dal pino. Confuso, senza riuscire ancora a capire il nesso tra quei ricordi insignificanti e la mia attuale quotidianità, ero intanto rincasato: ad accogliermi, le consuete cronache da Chiaiano, Giugliano e Pianodardine, l’ esasperazione improduttiva e mal indirizzata della gente, la propaganda delle “nuove”, elaborate strategie per uscire rapidamente dall’ emergenza, da adottare, bèh!, purchè si salga lì… e fu d’ un tratto che mi distrassi dalla mia montante, nauseata stizza perchè, ecco… tutto mi sembrò finalmente incominciare ad assumere una parvenza di senso... Ispirato da una larvata intuizione e seguendo un appena palpabile filo logico, cercai dunque il romanzo unico di quel premio Nobel, bulgaro di nascita, ebreo di origini, mitteleuropeo di cultura (Elias Canetti), che volle forse, anche, nel titolo italiano (“Autodafé”) anticipare gli effetti, in quello tedesco (“Brennung”) definire le cause, di quella pazzìa e disgregazione sociali del suo mondo, originatesi in menti chiuse in se stesse, divorate da demoni e demoniucci prepotenti, coltivate in torri d’ avorio e torrette varie, tutte costruite in mezzo ad una realtà in terribile disfacimento … ecco!, si chiamava Peter Kien, quell’ erudito bibliofilo, massimo sinologo del suo tempo…E allora mi fu tutto chiaro, o quasi tutto!, e cominciai finalmente a rasserenarmi: quei miei ex vicini, ormai – cui sarò tuttavia sempre affezionato nel ricordo – già stagliatisi come statue allegoriche di fronte a me, cominciarono a confondersi con tanti altri personaggi e persone, che ho conosciuto, con cui a volte mi sono confrontato e mi confronto, troppo spesso rilevando che frequentemente i problemi, soprattutto se sono meno complicati, ancor meno vengono affrontati in modo diretto, efficace e risolutivo. Ma inutile negarlo: il pensiero restava concentrato su uno, in particolare….
No, non mi convinsi, a dispetto di tante, contrarie apparenze, che vi sia una congenita incapacità di molte, chiare intelligenze, a trovare soluzioni immediate, agevolmente praticabili e poco dispendiose: ma una sorta di loro conclamato rifiuto preconcetto sì, magari per “elefantiasi intellettuale”, dagli esiti quasi sempre negativi, a volte disastrosi … “Poi ci sono la politica e i poteri forti, si sa, che hanno le loro esigenze”: perché mai i tecnici, che ne consentono l’ articolazione, non dovrebbero eventualmente avere anch’ essi le loro?!... Solo che… “Non si spara ad un uccellino con un cannone!”, ricordai di aver sentito dire una volta ad un medico…
Chiusi il capitolo. 
Per rasserenarmi definitivamente però, e magari sperare di sognar bene, mi misi prima un po’ a “navigare” (seh, magari!), come quasi ogni sera, su http://compostaggioincampania.blogspot.com/. 
Un dubbio mi rimase, però: chissà il vero Einstein che cosa proporrebbe, in questa situazione… “Mah, non posso minimamente immaginarlo”. Però mi venne in mente, coricandomi, che quel grandissimo fisico, che aveva la testa chissà dove in aria ma i piedi sapeva tenerli molto bene per terra, sarebbe semplicemente un pò più modesto, o relativo, rispetto a tanti nostri valorosi scienziati e professionisti, a tanti nostri affermati politici, di tutti i calibri…Lui, sì!, sarebbe stato addirittura capace di dire: “Non è per me, vi ringrazio: voi fatelo pure fare ad altri, che è meglio per tutti. Non mi offendo mica e ho ben altro a cui pensare, io…” >>>>> 


Ripesco questo mio scritto, di alcuni mesi fa…. Solo pochi mesi fa… Ma ne è passata di acqua sotto ai ponti, nel frattempo; non solo a Genova e a Monterosso….A Napoli ora c’è il sindaco “Scassa-Scassa”, dichiaratamente pro-compostaggio; il suo vice poi è addirittura un agronomo, arci-noto ambientalista, di quelli duri e puri… Anche a Quarto c’è una nuova giunta, di centro-destra stavolta; ma il simpatico e informato sindaco quartese, dello stesso schieramento dunque di Caldoro e di Cesaro, si dichiara al contrario pro “Rifiuti Zero” e intanto si è messo lui stesso a “Stipendio Zero” (così mi dicono)… Si, oggi il peggio sembra proprio essere passato, se anche in via Spinelli, domenica scorsa, si è tenuto l’ evento: “Voi sporcate, noi puliamo!”; con il primo cittadino a ramazzare anche lui… E dopo qualche giorno, in effetti, ancora non si rivedono gli embrioni mostruosi di quelle pazzesche montagne, che fino a pochi giorni fa hanno ininterrottamente fruttato un regolare, bell’ introito senza dubbio, alla povera ditta che fornisce camion, ruspe, personale….Ma una rondine non fa primavera e io non posso facilonamente credere che sarà per sempre… Un po’ forse me ne rammarico anche, all’ idea di doverci un giorno forse farce l’ abitudine; per ora, incredulo, mi sembra infatti di aver perso solo dei riferimenti: “Dopo la prima catena, le Ande…non correre!, sei arrivato alla cancellata azzurra?! Ok, subito dopo, dall’ altro lato…vai piano!, ti ho detto… stai al Colle dell’ Appennino?! Perfetto, allora gira subito a destra!” Poi, mi spiacerebbe non rivedere più “Capa Allugginita”, lampada cinese in fronte: una specie di speleologo stradale della munnezza, corporatura da minatore; di sicuro benefattore di cani, gatti e altre quadrupedi codate, che diligentemente rovista, aprendo e svuotando meticolosamente i sacchetti uno ad uno, il portabagagli spalancato, anche con la pioggia e il vento….Dove andrà mai, adesso?! E tutti quei cani, gatti e….?! E i campi? Si tornerà a veder l’ erba o il marrone della terra?!…

Che questo “stallo” momentaneo sia anche per la dissuasione esercitata di fatto dalla seconda postazione del presidio “No alla discarica del Castagnaro”, a un tiro di sasso?! E già…perché di acqua sotto ai ponti, qua, ne sta passando ancora tanta, volevo dire…ma il mare è lontano, i Lagni intasati…E i quartesi sono realmente inquartati, stavolta. 
A gennaio è stato infatti approvato in Consiglio, al centro direzionale, il ponderoso e complesso “Piano Rifiuti Regionale” (Rifiuti Urbani), redatto naturalmente da…da…si, dal Professore…. Alla SAPna c’è inoltre un altro valoroso tecnico, ex sannazarino anch’ egli (come Caldoro …), che mi ricorda bonariamente mons. Perrella: non posso credere che non sia posseduto anch’ egli dalla medesima idiosincrasia per i pirifuscoli ambientali di quel devoto e un po’ fissato prelato, già tanto caro a mia nonna…Al Commissariato però c’è un uomo tutto d’un pezzo sembra, di quelli che possono esser solo figli di… del profondo Nord, insomma. Stigmatizza, lui; segue “le regole” e soprattutto pensa di dettarle, forte di recenti decreti legge e loro conversioni, pontificando di “effetto NIMBY”… Non intende rinunciare alla sua efficienza di uomo d’ ordine del Sistema, che rispetta i programmi, perché crede probabilmente di aver capito tutto e non dissimula di tenere i cittadini “in gran dispitto”… E chissà se realmente non si rende invece conto che quella cattiva di NIMBY non è sola, perché ha diverse sorelle e sorellastre: la prima è ancora più brutta, ossessionata e sfaticata, si chiama NIY-NIMBY, cose da pazzi…Insieme, due Arpìe tremende…Ma lui, Vardé!, per Bacco!!!, imperiosamente si prepara comunque, da buon generale, a mettere in campo il piano Annunziato. Sennò che ci starebbe a fare, lui, là?!?..Mica è come quell’ altro lì, Sudista, che disobbedisce agli ordini del colonnello e attacca sbaragliando il nemico, per essere poi fucilato con encomio, la medaglia in petto, sulle postazioni da poco conquistate, lui…

Vedremo nel prossimo futuro che cosa ne dirà realmente la commissione di valutazione della UE, di questo “nostro” straordinario “Piano Regionale”: in ogni caso, mi dispiace!, un vero e proprio pacco, tanto voluminoso quanto poco articolato…. 

Per ora, il cielo flegreo si illumina dunque anche dei santi strali, infuocati di divino e più che umano furore, di padre Alex Zanotelli, di don Obesity e degli altri foranei flegrei, benedetti dal Vescovo di Pozzuoli….E la gente presidia, notte e giorno, giorno e notte. L’ altra settimana, verso le 3.30, tutti precipitosamente in strada, per delle ruspe in movimento a Pianura (falso allarme di uno che rincasava avendo fatto le ore piccole)…. E gli amministratori flegrei concertano e sottoscrivono dichiarazioni pesanti politicamente, proclamando alle popolazioni domitio-flegree di stracciare la bozza dell’ accordo di programma con la Provincia. E si organizzano altre marce, altre messe e processioni, altre assemblee e consigli straordinari. I Campi Flegrei tornano a ribollire infuocati, insomma. Speriamo non spunti all’ improvviso un altro Monte Nuovo…
Che i nostri Einstein e i nostri grandi uomini di governo locale si decidano a scorgere dai loro spazi siderei questo strano Pirifuscolo dell’ Universo, mò nce vò, e da lassù finalmente trovino la complicata formula per scendere su questa mirabiliosa e sconquassata Terra?! Si, forse troppo tonda e con due botte ncapa… Si, certamente bisogna dar loro atto di aver prodotto uno sforzo “veramente eccezziunale” per evitare d’ un pirifuscolo, d’ un pelo, le sanzioni UE alla Campania…Che male c’è, penseranno dunque, se per questo loro hanno dettagliatamente previsto discariche e inceneritori, inceneritori e discariche; una di queste tra l’ altro proprio al Castagnaro, ma mica l’ unica…?! 

E che fanno, invece, le popolazioni?! Anzicché ringraziare e collaborare, ascoltare e fidarsi di gente esperta, cioè di loro, si mettono di traverso?! Che cosa pretendono mai ‘sti cafoni scalmanati, ‘sti “khmer rossi”, di tenersi la munnezza per via, di pagare le esorbitanti multe europee, di rinunciare ai contributi europei e di non far fare a Lorsignori il loro onesto e duro lavoro, per Interessi Superiori?! Bèh, chiaro poi che se ci fosse anche del lavoro un po’ più sporco da sbrigare… anche quello va fatto naturalmente, come sempre!… no?! Mica loro lo fanno volentieri, quello….

Così, mentre io cerco da questa mia agreste nicchia di registrare quel che accade e aspetto anch’ io gli eventi, mi viene in mente di verificare se i sacrifici balneari di quella mia lontanissima estate siano stati proprio vani: provo dunque modestamente a formularmi da solo qualche problemino col tre semplice e il tre composto applicati al compostaggio locale. Strana però, la memoria…Alle volte ti fotte perfida e ti pugnala al cuore; talaltra, quando meno te lo aspetti…Ad ogni buon conto, che anche qualche autore di testi per la scuola voglia elaborarne qualcuno, di questi problemini per scolari normali, spieghiamoci bene!, futuri cittadini virtuosi…spaziando tra i vari comparti della raccolta differenziata?! 

Ah, dimenticavo…ho sentito quel simpaticone di mio zio…pare che stia buttando un sacco di soldi in non so quale sperimentazione, per un brevetto aeronautico: non ci ho capito niente!, anche perché lui mò parla mezzo americano e il suo italiano è incomprensibile…ho acchiappato solo che finalmente si è deciso a tornare per una rimpatriata, a Pasqua e che mi prega di trovare un ristorante comme il faut…”Non ti preoccupare, ci penso io!”, gli ho risposto gongolando, perché ho un sassolino nella scarpa da un sacco di tempo… si, senza domande dirette, sarebbe stato antipatico!, glielo ho fatto ripetere tre volte, che paga lui; però, dato il tipo, non so se fidarmi veramente….
Infine ho persino aperto un blog sul compostaggio anch’ io, ahahahh…. Chi me lo ha fatto fare, però…Concepitolo in un modo, l’ ho iniziato logicamente in un altro e per ora batte la fiacca assoluta. Non so se riuscirò a decidermi a farlo decollare; mi piacerebbe molto, si; però ha fatto un gran freddo finora, e poi il mio trattore è vecchio, fa le bizze e io dopo averci passato tante mie giornate per tanti anni ci sto un po’ appiccicato, da qualche tempo in qua...e quel ferro vecchio mi sarebbe necessario….ma ci vorrebbe un sacco di tempo, a fare quel “laboratorio” e insomma non posso poi stare sempre in giro o a scrivere così, per diletto e fare tutto il resto anche…Chi me lo ha fatto fare, mi ripeto….Vedremo…Per ora, questo è certo, la cosa più saggia che posso fare é andarmi a coccare; pazienza se nemmeno oggi mi sarò potuto curare di lui: http://laboratoriodicompostaggio.blogspot.com/ . Ma nel pregustare di trovarmi finalmente longo-longo sotto alle coperte, a meditare sui ristoranti più cari di tutta Napoli e dintorni, sono sopraffatto all’ improvviso da quel mio solito dubbio: dovrò effettivamente comprarla una buona volta, o no, e della migliore marca, stavolta, quella “benedetta” maschera?! 

Quarto Flegreo, 01/03/2012 


fabio.casamassima@fastwebnet.it
(agronomo)

 

 

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