MILANO NAPOLI ECOPASS UNA STORIA IN COMUNE

 

 

di Laura Canevali

 

Dall’Aprile di quest’anno Napoli che secondo Legambiente ha il più alto tasso di PM10 presente, non poche volte superando i valori normali, ha seguito l’esempio di Milano istituendo Ecopass, per  favorire la riduzione del traffico e riportare la città a livelli normali Una sfida non facile, ma necessaria. Specie se si pensa ai benefici che si sono avuti, laddove è stata seguita questa politica.

Come ad esempio in Svezia dove, quando ne hanno proposto l’abolizione tramite referendum, il Paese ha risposto negativamente  con un quorum del  53%  Ciò dimostra che qualora le politiche ambientali siano forti, come appunto nei Paesi del Nord, la gente fa a meno dell’auto.  

Stessa cosa voleva fare il Sindaco uscente, a pochi giorni dal ballottaggio a Milano, che dopo averlo introdotto voleva toglierlo suscitando le proteste degli ambientalisti come Maria Berrini presidente di Ambiente Italia, – premiata nel 2010 con l’Ambrogino d’Oro- “E’ un messaggio irresponsabile da parte di un politico. Un sindaco responsabile deve promuovere comportamenti virtuosi, di chi sceglie di utilizzare i mezzi pubblici, e non favorire una minoranza.. Per quanto riguarda la mobilità Milano era partita bene a livello europeo, sperimentando il road pricing. Ma poi si è fatto un uso sbagliato di Ecopass, mancando il potenziamento dei mezzi pubblici e una politica ciclabile inesistente di fronte al decuplicarsi di persone che usano la bicicletta come mezzo di spostamento.”  

Milano e Napoli ora hanno due nuove amministrazioni. Nel primo caso i cittadini hanno detto si al referendum su Ecopass con una percentuale del 76%.. Napoli ha appena cominciato questa politica e per avere i buoni risultati delle città del Nord dovrà rafforzare sempre più quei servizi come il trasporto pubblico, il  bike-sharing, il taxi collettivo, che permettano alla cittadinanza di avere alternative adeguate ad un sistema ormai sulla via della crisi . E le scelte fatte in tal senso lo confermano.