NAPOLI MILANO: QUALE BUSINESS PUO’ VALERE TANTO?

di Laura Canevali

 

Milano, Napoli, due città lontane eppure vicine. Oltre che per essere città vive culturalmente e politicamente e i fatti degli ultimi giorni lo dimostrano, anche per problemi che le accomunano.

 

A Napoli il numero di tumori per amianto, da un rapporto dell’ospedale Monaldi, è di 750  casi l’anno, una cifra di aumento del 50% rispetto al periodo 1997-2001. Ciò viene causato da un inquinamento delle falde acquifere,  cui si potrebbe rimediare con bonifiche accurate.

 

Poco lontano a Milano in Parco Concilio sono stati ritrovati elementi di Eternit nelle mani dei bambini, in quell’occasione l’amministrazione precedente ha risposto con una grottesca ispezione, affermando che non c’era pericolo e che provenivano dal cantiere poco lontano. Peccato che dalle analisi fatte non sia stato trovato amianto nel territorio.   

 

Viene da chiedersi perché in contesti diversi le Amministrazioni non rispondano efficacemente,mettendo a rischio chi vive. Forse ricorderò male, ma non è la salute un diritto da preservare? E allora perché si gioca con la salute delle persone? Quale business può valere tanto?

 

PARCO CONCILIO UN DISASTRO AMBIENTALE

 

Milano - Tutto è iniziato quando una signora ha visto che dei bambini intenti a giocare con il ciottolato del parco, che avevano tra le mani pezzi di Eternit, qualche settimana fa. Al che, essendo coinvolta in prima linea nel comitato ambientale, ha fatto un esposto. Le istituzioni hanno risposto facendo fare in data 3 Maggio un finto sopralluogo, svolto in maniera approssimativa, dove confermavano che non c’era pericolo. Per fortuna la notizia aveva trovato riscontro da parte della stampa e così si sono avviate le inchieste da dove è emerso che il cantiere presente nel parco a difesa della prima falda dalle piogge non ha ragione di esistere, in quanto il pericolo non sussiste. Come confermato anche in un secondo momento dalla Dottoressa Guzzoni, direttore del settore bonifiche e ora indagata per questa affermazione in contrasto con la posizione che aveva tenuto fino a quel momento, ammettendo che la prima falda non era importante

 

Infatti per mettere il cantiere, hanno  disboscato il Parco di 300 alberi, aventi la stessa funzione e altrettanti ne vogliono togliere in quello confinante Parco Simoni,

 

Quello che risulta da questa indagine è che oltre alla presenza misteriosa di Eternit nel parco giochi, non ancora chiarita, non si sia ripulita la falda di Santa Giulia cento volte più inquinata che si utilizza molto di più, ad esempio nell’irrigazione, di quella che volevano proteggere. Come afferma l’intervistata, la Sig.ra Inzana, “Un business di molti soldi nel settore delle bonifiche”.

 

 

Sigra Inzana da quanto tempo si occupa di ambiente?

 

Saranno 5 o 6 anni. Da quando Albertini ha fatto un parcheggio nel giardino pubblico e il quartiere ha risposto creando un movimento a tematica ambientale.

 

E Aida che ruolo ha?

 

Aida è l’associazione a difesa degli animali che ci sostiene.

 

Allora nel Parco Concilio di Quarto Oggiaro sono stati trovati elementi di amianto, che cosa ha fatto?

 

Ero al parco e mentre i bambini giocavano con il ciottolato, ho visto tra essi dei sassi strani, mi sono avvicinata e ho notato che erano dei pezzi di eternit. Sono tornata nei giorni successivi e ne ho trovati altri. Erano insieme a pezzi di ceramica, si erano sciolti dopo la pioggia.

 

Quando hanno iniziato a verificarsi questi episodi?

 

Circa tre quattro settimane fa..

 

Come si spiega che il 3 Maggio di quest’anno vi era stata un’ispezione del settore Politiche Ambientali e non sia stato rilevato nessun pericolo per i cittadini.

 

Quando sono venuti, dopo il mio esposto,-sono stati visti- hanno fatto finta di fare il sopralluogo, limitandosi a fare una passeggiata per poi concludere che non vi era pericolo.

 

Come mai l’Asl di Piazzale Accursio quando Lei ha portato gli elementi di Eternit si è rifiutata di fare le analisi?

 

Quando ho fatto l’esposto, ho portato il materiale all’asl l’Asl di Piazzale Accursio e li l’hanno rifiutato. Penso perché non lo ritenessero necessario all’ispezione che dovranno fare.

 

Che cosa hanno risposto le istituzioni?

 

Dopo l’esposto, in cui dichiaravo la presenza di Eternit nel Parco Concilio, è intervenuto un giornalista che ha prima chiamato la Asl poi la Guzzoni, il direttore  del settore bonifiche, che affermava  che la presenza di amianto era stata trovata nel cantiere. In quanto il parco è per metà cantiere. Ma ho fatto le analisi e l’amianto non è mai stato presente nel territorio.

 

Come si spiega che l’esposto porti due date differenti seppure il protocollo parli di 12 maggio mentre il Comune afferma il 19?

 

Non lo so,  io l’esposto l’ho fatto il 12 poi non so cosa sia successo.

 

Cosa vuole fare ora? Intende proseguire dato che si era anche candidata… 

 

Non sono stata eletta, quindi andrò avanti con il comitato, dato che anche il Parco Simoni quello confinante con Parco Concilio è a rischio disboscamento, in quanto vogliono fare la stessa cosa.

Quello che mi preme dire è che le istituzioni hanno sostenuto che dovevano mettere il cantiere per il problema della falda, in quanto giustificavano bisognasse proteggere la prima falda, che non è potabile, perché le piogge potevano portare sostanze inquinanti. Ma dopo 50 anni non è possibile che avvenga una cosa del genere. Dopo che abbiamo avuto l’autunno 2009 e l’autunno 2010, la neve e non è successo niente di tutto questo. Al contrario nella falda di Santa Giulia, che è inquinata cento volte la prima, non hanno fatto niente. Ma per pulire la falda bisogna eliminare la fonte inquinatrice e sopra Santa Giulia i terreni sono avvelenati e il peggio è che con quell’acqua irrigano. Nel Parco il lavoro del cantiere lo facevano gli alberi ora tolti  e sono 300 gli alberi tolti e hanno in programma di toglierne altri 300. Quello che hanno fatto e continuano a fare è un disastro ambientale. Gli alberi muoiono, non c’è più niente. Il capping ovvero la sostituzione degli alberi con un sistema di tubi, drenaggi, è un affare di molti soldi nel sistema delle bonifiche. Ora la Guzzoni è indagata per essersi contraddetta e avere dovuto ammettere che la prima falda non è importante.