ASPETTANDO IL NATALE: ‘O MURTICCIELL, TORRONE E CROCCANTINO

 

 

di Laura Bufano

 

La ricorrenza del 2 Novembre,da poco passata, a Napoli si festeggia con il cosiddetto “ torrone dei morti “; questa usanza vuole rappresentare il dono che i defunti farebbero ai cari vivi, nel giorno in cui questi ultimi li ricordano con la visita al cimitero. Tra l’altro questo torrone chiamato anche  “ ‘O Murticciell “ ha una caratteristica forma a cassetta che fa pensare ad una bara, simbologia e tradizione quindi si fondono e come per altre feste, in ogni  famiglia napoletana non deve mancare questo torrone. E’ anche consuetudine, o forse è meglio dire era, omaggiare le proprie innamorate di un vassoio di torrone una settimana prima della festività. Il torrone dei morti è diverso da quello classico che generalmente è presente sulle tavole natalizie, in quanto è un torrone morbido dove predomina il cioccolato unito a diversi aromi: caffè, pistacchio, mandorla, nocciola e tanti altri. Passata la festività dei morti,  proverò ad  aspettare con voi il Natale raccontando saperi e sapori dei tanti dolci tipici campani , tra questi il torrone ha una lunga storia e Benevento ne è diventata il simbolo. Dolce composto di miele, albume , nocciole o mandorle e naspro ( in seguito ostia ) era conosciuto già dal tempo dei Romani i quali lo chiamavano “ Cupedia “, in linea generale significava : sregolato desiderio di cibi delicati; il termine nel suo passaggio dall’idioma latino  a quello dialettale divenne  “Cupeta“. La più antica testimonianza relativa alla cupeta di Benevento è del 1544, successivamente tale nome rimarrà solo nella parlata dialettale e dal ‘700 si parlerà del “ Torrone”, dal verbo latino torréo, cioè abbrustolire, tostare (nocciola o mandorla appunto ). Ai primi del ‘900 risale la prima descrizione completa ed accurata del torrone , le prime varietà furono: Il Perfetto Amore, l’Ingranito, il Torrone del Papa e il Torrone della Regina. Bianco o al cioccolato,morbido o duro, per il suo sapore superiore era un dolce apprezzato sia dai nobili che lo offrivano ad ospiti e commensali, sia dai popolani che lo producevano in casa per consumarlo nei giorni di festa o per venderlo ai mercati. Oggi nel panorama nazionale ed internazionale , Benevento viene conosciuta per la squisitezza del suo prodotto dolciario, e fra tutti i torroni si afferma quello allo  “Strega “ che trae il suo nome dall’omonimo liquore. La qualità e la genuinità del torrone  sono assicurate dal rispetto delle antiche ricette e dall’utilizzo di metodi di produzione artigianali, esso è il simbolo di una terra e del suo popolo. Sempre nel Beneventano, e precisamente a San Marco dei Cavoti,  si produce un’altra delizia del palato “ Il croccantino “. Nel 1891, Innocenzo Borrillo fissò un protocollo  che fece del croccantino un prodotto praticamente unico, diversamente dal torrone è composto da: mandorle e nocciole tritate unite al caramello e poi coperto di cioccolato. Vi consiglio i croccantini di Saverio Serio, che opera a San Marco dei Cavoti sin dal 1926, oggi la Ditta è gestita dal figlio. Infine mi piace dirvi che questi prodotti rappresentano anche un fattore di permanenza della popolazione sul territorio.

Per saperne di più:  Per il torrone vi consiglio la visita guidata al Museo Strega Alberti con golosa degustazione. Piazza Colonna ( BN )

Per il croccantino il borgo più “ dolce della Campania “ ( S.M. dei Cavoti ) dal 7 al 23 dicembre è pronto ad accogliere i golosi visitatori per regalare un piccolo

anticipo della grande Celebrazione del Natale.

 

Napoli, 7 novembre 2012 

 

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