E’ TEMPO DI “ FRICTILIA “

 

di Laura Bufano

 

Le frictilia, sono le antenate delle chiacchiere, dolce tipico di Carnevale, ed è senza dubbio una delle ricette più amate dai palati sopraffini. Nell’antica Roma, le frictilia venivano preparate nel periodo dei Saturnali , le feste sacre a Saturno. Caratteristico era il ricorso al fritto dei dolci nel grasso di maiale, quasi a voler sottolineare l’importanza dell’opulenza e delle riserve alimentari da accumulare in questo periodo delicato, di rottura del tempo, in cui ci si avvia prepararsi per il passaggio dall’inverno alla primavera, simbolicamente dalla morte alla vita. In generale il Carnevale è un Festa, un momento di sospensione, una parentesi dal tempo ordinario. E’ la Festa dell’inversione, del ribaltamento di tutti valori.  Carne Levare, cioè prepararsi al digiuno è questo il suo significato più profondo, festa ritenuta da molti misteriosa. Si tratta di quel periodo compreso tra l’Epifania e l’inizio della Quaresima  caratterizzato dal totale sconvolgimento dei costumi e delle abitudini per poi iniziare un periodo di mortificazione dello spirito in preparazione della Pasqua. Sacro e profano si mescolano, poi, alle tradizioni regionali, locali. Napoli apre il Carnevale il 17 gennaio con il “ fucarone “ di Sant’Antonio, veri e propri falò, tradizione ancora praticata in alcuni quartieri della città. Simbolo del Carnevale napoletano è Pulcinella, misterioso personaggio mascherato, che per l’occasione si accompagna alla Vecchia, ossia la maschera nella maschera. La vecchia, per metà giovane e per metà deforme, porta sulla gobba Pulcinella che balla e suona le nacchere. I due vagano così insieme per i vicoli, i quartieri e i bassi di Napoli. Vari i significati attribuiti alla Vecchia del Carnevale, la parte deforme rappresenta gli stenti, l’altra la speranza , il futuro ricco e opulento. Quest’anno il Carnevale si festeggia il 12 febbraio e come dolce non possono mancare le chiacchiere ricoperte di zucchero a velo, ma anche di cioccolato o miele, possono essere accompagnate dal sanguinaccio o dal mascarpone montato e zuccherato o innaffiate con alchermes ( liquore per dolci ). Le chiacchiere si possono preparare facilmente in casa , occorrono pochi ingredienti e hanno un procedimento molto semplice. La maniera più classica di accompagnare le chiacchiere è con un buon sanguinaccio, che in passato era aromatizzato con sangue fresco di maiale, che gli conferiva un caratteristico retrogusto acidulo. Dal 1992, in Campania, è stata vietata la vendita al pubblico del sangue di maiale. Oggi la ricetta prevede, al posto del sangue altro cioccolato. Molte le località in Campania dove c’è ancora la tradizione dei festeggiamenti del Carnevale, per chi ha voglia di capire di più su questa festa può recarsi, rimanendo a Napoli, a Palma Campania, Palmese, Saviano, Striano e Sant’Antonio Abate. A Salerno c’è quello di, Agropoli e Capaccio. Ad Avellino si festeggia il carnevale a Papernopoli e Castelvetere sul Calore. Infine a Caserta c’è quello di Villa Literno. Lo spirito dei festeggiamenti si potrebbe sintetizzare così : “ Semel in anno licet insanire “ cioè  Una volta all’anno è lecito impazzire.

 

Per saperne di più :   Per i più piccoli potrete raccontare il Carnevale scaricando in formato pdf dal sito

Naturino  “ Carnevale con Naturino “ oppure il libro per spiegare le maschere di Carnevale ,con “Ti conosco, Mascherina “di Francesca Rossi   Ed.Corsare

Napoliontheroad 6 febbraio 2013

                                     

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