“OGGI A OTTO“

di Laura Bufano

Per arrivare alle “ Pizzerie senza forno “, le friggitorie, vorrei partire da un’ affresco indimenticabile, quello fatto nel 1884 da Matilde Serao nel “ Il Ventre di Napoli “. Nella sua cronaca, la Serao, vuole mostrare la Napoli vera di quell’epoca … -  Con un soldo, la scelta è abbastanza varia, pel pranzo del popolo napoletano. Dal friggitore si ha un cartoccetto di pesciolini che si chiamano “ fragaglia” e che sono il fondo dei panieri dei pescivendoli. Dallo stesso friggitore si hanno per un soldo, quattro o cinque panzarotti, vale a dire delle frittelline in cui vi è un pezzetto di carciofo, o un torsolino di cavolo, o un frammentino di alici. –    I napoletani da sempre con poche possibilità e molta fantasia , via via  facevano di necessità virtù, e la fritturina si arricchì di crocchè, pall’ ‘e ris, zeppulell’, scgliuozz, frittatina ‘e maccarun e pizze fritte . Queste ultime venivano chiamate:   “ oggi a otto “ , perché il friggitore accettava di dilazionare il pagamento fino a otto giorni.  Poi la globalizzazione del mercato e dei gusti, con i fast food, ha cercato di soppiantare il repertorio degli antichi sapori, ma nelle vie del Centro Storico – e non solo – qualcosa del passato è ancora vivo e presente. Intanto a San Gregorio Armeno , sui Presepi , il friggitore vive ancora, ma soprattutto la bontà della frittura è ancora possibile assaggiarla in più di un luogo. Uno di questi si trova a via Giudecca Vecchia 39, nel quartiere Forcella, si tratta di un  piccolo locale molto spartano, “ De’ figliole “. Di proprietà  della famiglia Acunzo dal 1939, da “ De’ figliole”con soli 5 € si può mangiare una buona pizza fritta in vari gusti: dalla classica con cicoli, ricotta , pomodoro e salame, ad una con scarole, olive nere ed alici o con salsicce e friarielli o con soffritto. A Spaccanapoli, “ L’Antica Friggitoria” è nata con l’idea di riprendere le tradizioni delle vecchie friggitorie che usavano consegnare in un cono di carta “ ‘O Cuppetiello “ le loro fritturine. Il primo luogo di ristorazione a Napoli è la strada e allora il cuppetiello accompagna la visita al Centro Antico che è un vero  Museo a cielo aperto. Si può scegliere tra: Cuppetiello Marechiaro – frittura misto pesce – Cuppetiello Camaldoli – fritto misto napoletano – ‘O purpetiello c’ ‘a pupetta e Spaccanapule – fritto misto terra – ‘O Cuppetiello doce doce – fritto misto dolce – infine novità proprio di quest’anno reinterpretazione del Cuppetiello napulitano – pesce, verdure e fritturine tipiche napoletane. Come dicevo prima, la frittura “ buona “, non è prerogativa solo del Centro Antico, infatti la Friggitoria Vomero -  angolo via Cimarosa con via Kerbaker – da tanti anni rappresenta “ la frittura “ ed è un vera Istituzione del Vomero. E’ rimasta sostanzialmente come riaffiora nei miei ricordi di bambina: bancone con vetrina, grossi recipienti per la frittura  e la cassa,ma soprattutto permane quell’ odore che non ti consente di vincere la tentazione. Piccolo locale da asporto, di buon mattino si trovano le graffe … poi tutti i fritti della tradizione napoletana. Consiglio di provare questa friggitoria almeno una volta e vi  ritroverete incantati a guardare quella vetrinetta piena di frittura. Infine voglio segnalare una piccola friggitoria che si trova di fronte al Conservatorio,  si chiama   “Friggitoria verace “, dove potrete trovare oltre  al cuppetiello di alici, anche quello di calamari o di bianchini o di triglie e a richiesta lo si può corredare con una fettina di limone. La specialità della nostra frittura sta nella sorprendente leggerezza dell’impasto, nella qualità dell’olio e del suo continuo ricambio, ed è quindi nella semplicità la chiave del suo successo.

 

Per saperne di più : Dietro la Chiesa di Santa Croce al Mercato c’è un chioschetto senza nome, dove , come qualcuno sostiene, si mangia la miglior pizza fritta di Napoli.

Napoli, 13 febbraio 2013.

 

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