LE VISCERE MISTERIOSE DI UNA TERRA ARDENTE

di Laura Bufano

“ Venite a rinfrescarvi tengo l’acqua do’ Chiatamone, l’arance e limoni  ‘e Surriento; chest’è l’acqua ‘e paradiso, è acqua ‘e mummera; ‘na veppet’ e chest’ acqua te cunzola: Vih!  Che freschezza. Fino all’estate del 1973, una fonte di acqua sulfurea sgorgava nella zona di Santa Lucia, tutti la chiamavano” l’acqua d’ ‘e mummarelle”. Quest’acqua ha rinfrescato, ritemprato i napoletani per secoli. I Luciani, nei secoli scorsi, hanno costruito le loro fortune sulla vendita dell’acqua, inventando di fatto il mestiere dell’  “acquafrescaio”. Chiunque passeggiasse in estate sulla riviera di Santa Lucia, si imbatteva in uno stuolo di giovani venditrici, che offrivano i loro bicchieri colmi di acqua fresca e frizzante. La fonte si trovava in una oscura grotta , dove i venditori andavano a riempire i loro orciuoli. L’acqua veniva distribuita per la vendita, anche a Caserta, Torre del Greco e Capua. Col tempo la vendita venne organizzata e l’acquafrescaio ebbe un posto fisso, formato da un chioschetto dove, fra grappoli di limoni e arance, enormi blocchi di ghiaccio, attrezzi per le spremute e sciroppi di vario tipo, venivano poste in bella mostra “ ‘ e mummarelle “. Erano splendide anfore di terracotta, che possedevano la caratteristica di conservare sempre fresca l’acqua. Una curiosità, vi ricordate la celeberrima “ Fenesta vascia”scritta nel 1500 da Giulio Genoino ? Se l’andate a rileggere, già allora, nella seconda strofa si fa riferimento all’acqua “zuffregna”: “ Belli femmene meje, ah chi vo’ acqua…”. Vincenzo Gemito, come ricordo di Napoli, modellò per il re Franceschiello, ultimo re Borbone, esule a Parigi, la statua del classico scugnizzo con la mummera sotto il braccio e la mummarella in mano a testimonianza di una tipicità tutta napoletana. Poi, a seguito dell’epidemia colerica del 1973, fu vietata alla cittadinanza la vendita dell’acqua suffregna per motivi igienici. Le sorgenti del Chiatamone furono sigillate. Più tardi la preziosa acqua sgorgò con forza prorompente, fino ad allagare i marciapiedi di via Riccardo Filangieri di Candida Gonzaga, di fronte agli spalti del Maschio Angioino, lungo la discesa che porta al molo Beverello. Nel 2000, l’amministrazione del tempo, pensò di riaprire quattro fontanine dove sgorgava l’acqua delle “ mummare”, fatta affluire da un pozzo artesiano che si trova sotto i giardini di Palazzo Reale e proveniente dalla sorgente del vicino e mitico monte Echia ( conosciuta come acqua del Chiatamone ).Quindi, dopo ventisette anni viene restituita l’acqua “ suffregna “ ai napoletani. Però, dopo solo due anni, come mi ha raccontato il proprietario del chioschetto di Piazza Trieste e Trento ( uno dei pochissimi che mantiene quella vecchia memoria ),le fontanine sono state chiuse e l’acqua non più erogata, per una questione di manutenzione. L’acqua ora viene fatta defluire a mare, e ancora una volta viene negata ai napoletani! Noi tutti sappiamo come l’acqua è importante per il nostro organismo, ma ormai pochi sanno  come l’acqua ferrata o suffregna o sulfurea, sia un’autentica panacea per tanti dolori fisici e  quali benefici ha sul corpo umano a livello dermatologico e in quello gastro-intestinale. Sembra poi che quest’acqua aiuti l’organismo a difendersi sia negli stimoli infiammatori endogeni, sia dagli agenti pro-infiammatori esterni. Bere mezzo litro di acqua minerale sulfurea al giorno, per almeno due settimane, ha un prolungato effetto antiossidante contro i radicali liberi prodotti da proteine e lipidi. Potremmo, in maniera intelligente, proporre tutto questo e utilizzare quello che la nostra terra ardente ci dona?

Per saperne di più: Il Tuo Corpo Implora Acqua - di Fereydoon Batmanghelidj – Macro Edizioni

Napoli,10 Aprile 2013

 

 

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