Vendute solo in Campania: le noci fresche

di Laura Bufano

Le aspetto ogni anno, le cerco sui banchi del mercato e su quelli del supermercato e puntualmente ad inizio settembre le trovo e le compro : le gustosissime noci fresche. Ormai so riconoscere quella più buona dal suo peso, infatti più pesa e più il gheriglio è consistente, con un lavoro certosino rimuovo la pellicina e finalmente assaporo il suo gusto particolare. La noce fresca è un prodotto molto stagionale, la troveremo per pochissime settimane. Non sono nient’altro che le normali noci, ma raccolte poco prima della naturale caduta con il mallo ancora fresco o non completamente distaccato, che viene tolto meccanicamente prima della vendita. La presenza della noce in Campania è da far risalire almeno al I secolo d.C., ed è testimoniata dal ritrovamento, ad Ercolano, nella casa d’Argo, di alcuni resti carbonizzati di frutti dalla forma molto simile a quella attuale; mentre a Pompei, nella Villa dei Misteri, sono stati rinvenuti alcuni dipinti che riproducono le noci. Il tipo di terreno insieme al clima della Campania, particolarmente favorevole a questa coltura,  ha consentito la sua larga diffusione in pianura e in collina, producendo la varietà più pregiata: “ la noce di Sorrento “, originaria della Penisola Sorrentina, dove ha trovato un habitat di elezione, ideale per il robusto e armonico sviluppo dell’albero. Di qui si è andata via, via estendendo nelle zone frutticole classiche di tutte le provincie campane, con prevalenza dei suoli vulcanici del Napoletano, dando luogo ad un’ampia gamma di ecotipi, tutti noti come Noce di Sorrento. In realtà si distinguono due tipi principali di noci di Sorrento, uno con guscio allungato, regolare, leggermente appuntito all’apice e smussato alla base e l’altro rotondeggiante e più piccolo. In entrambi i casi il guscio è di colore chiaro, poco rugoso, sottile ed il gheriglio è sostanzioso, tenero e croccante di sapore gradevolissimo, sia se consumato fresco, sia se consumato dopo un periodo di conservazione, ottimo ingrediente per tante ricette di cucina e di pasticceria. La noce, oltre a contenere fosforo, calcio, ferro e potassio,  è il frutto più ricco di zinco e rame, elementi che solitamente attingiamo dalla carne, motivo per cui le noci sono particolarmente indicate in una dieta vegetariana. Secondo una ricerca americana, le noci hanno proprietà antitumorali, questo grazie alla abbondante presenza di acidi grassi omega3 e ad un alto contenuto di antiossidanti. E non finisce qui …  C’è una notte magica, quella più corta dell’anno che segna la vittoria del sole sulle tenebre e la massima vitalità delle piante, poco dopo il solstizio d’estate, tra il 23 e il 24 giugno: la notte di San Giovanni. In quella notte venivano raccolte le noci acerbe, con il mallo e il guscio tenerissimi, per preparare una  pozione magica: “ il Nocino “, che racchiude tanta storia e un magico e stregato mistero. E’ quella di San Giovanni, la notte in cui il mondo naturale e soprannaturale si compenetrano e accadono “ cose strane “ come narra Shakespeare nel “ Sogno di una notte di mezza estate “ . Ancora oggi per ottenere “ la pozione “, la raccolta deve essere effettuata preferibilmente nella notte fra il 23 e il 24 giugno perché la rugiada ( guazza ) formatasi in quella notte è la panacea per ogni male, specie per i problemi dell’apparato digerente e per i disturbi gastro – intestinali, per i quali il liquore di noci è considerato un rimedio eccellente. Qualche nome di produttori di qualità in Campania? Dal Parco Nazionale del Vesuvio, i fratelli Vincenzo e Sofia D’Alessandro che hanno portato con grande successo in Italia e all’estero la ricetta che aveva reso famosi, ma solo in loco, i loro avi produttori. Per la noce di Sorrento, tanto saldamente legata ai suoi ambienti storici di produzione, è in arrivo l’atteso riconoscimento dell’Igp ( Indicazione geografica protetta ).

Per saperne di più: I Mille Usi delle Noci   Armenia Edizione

Napoli, 11,settembre 2013


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