MERCATO E MOVIDA

 

 

di Laura Bufano

Ricordo da sempre il mercato di Antignano con la sua abbondanza di merci colorate, profumate e invoglianti, con la folla di persone che vanno a scegliere le verdure, il pesce, il pane, la frutta, la carne, la trippa … . Poi, con il tempo ho capito l’importanza di avere il mercato vicino casa e non solo per la convenienza nella spesa, ma anche per il contatto umano che riserva. Però la storia del luogo non la conoscevo e così nell’apprenderla ne sono rimasta ulteriormente affascinata ed invogliata a frequentarlo indipendentemente dal mercato. Nel periodo romano, ma già in epoca greca, dal Vomero scendevano a valle torrenti d’acqua, ed esso era attraversato dalla via Neapolim Puteolis per colles, che lo collegava alle città di Neapolis e Puteoli. Il tratto di questa via che attraversava la collina era detto Via Antiniana, probabilmente probabilmente perché vi si trovava la villa dell’imperatore Antonino. Altre fonti fanno risalire il toponimo al lago di Agnano ( ante Agnanum ) o ad Ante ianuom ( davanti alla porta della città ). Comunque Antignano rappresentò l’espansione della città di Napoli e proprio lì si sviluppò il borgo collinare. Re Ferdinando I di Borbone nel 1827, fece costruire un fabbricato a due archi come posto di guardia doganale di Casepuntellate, sulla cui facciata è visibile la targa “ qui si paga per  gli regi sensali “ utilizzato per regolarizzare l’ingresso in città delle merci provenienti dalle campagne. La struttura costituisce uno dei rari elementi superstiti di architettura rurale dell’antico Vomero e rappresenta una memoria storica di notevole interesse per Napoli e in particolare per la Municipalità Vomero-Arenella. Il Vomero è storia , arte, leggenda e tradizione religiosa. La Chiesa di San Gennaro ad Antignano, secondo tradizione è dovuta alla circostanza che la prima liquefazione miracolosa del sangue avvenne proprio attraverso il borgo di Antignano, evento ricordato in uno splendido bassorilievo che è conservato nella Chiesa. Fin dal 1600 lo stretto sentiero del Borgo vede snodarsi a Pasqua la grande processione del Cristo risorto detto anche il “ Mistero di Antignano “. Ancora oggi tanti fedeli provenienti da tutta Napoli vi partecipano. All’inizio di maggio scorso è stata scoperta una palina che illustra e spiega, in italiano e inglese, la storia del borgo di Antignano primo passo di un progetto di riqualificazione per poter restituire gli antichi borgli collinari alla città e ai turisti. Il piano regolatore è volto a valorizzare il carattere emblematico dell’insediamento originario, potenziandone al tempo stesso la funzione commerciale. Dall’inizio di maggio, di giorno le tante bancarelle del mercato continuano a farci sentire il profumo di spezie e di erbe aromatiche, e la sera, il Largo Antignano si trasforma in luogo di incontro dove è possibile mangiare o carne o pesce o trattenersi a bere in un bar all’aperto. E’ già boom di presenze nei locali che animano la movida ad Antignano. Incuriosita, ho intervistato Giusy, la moglie di Salvatore Sansone proprietario e gestore dei locali che la mattina ospitano una ben nota pescheria e la sera accolgono vomeresi e non che hanno voglia di mangiare a base di pesce. La specialità di “ Fish Experience “ è la zuppa di cozze, quella classica, preparata con fresella, polpo e olio piccante, il costo è di 10 € . L’idea è talmente piaciuta che bisogna prenotarsi per potersi accomodare a mangiare o a bere.

Napoli, 26 giugno 2013.  

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