Giffoni non è solo film festival

di Laura Bufano  

“ Junonis Phanum “, per la presenza di un  tempio dedicato a Giunone, oppure “ Foneo “ dal verbo greco che significa mandar suoni, o anche secondo alcuni “ Genus Furis “ ovvero terra di gente furfante e ribelle, comunque sia Giffoni Valle Piana attira per il Film Festival del Cinema dei Ragazzi, per il Giffoni Teatro, per il Carnevale, per il Natale , ma anche per la” Nocciola di Giffoni ”, prodotto tipico campano che gode del marchio IGP ( Indicazione geografica protetta ) e si riferisce ad una delle varietà italiane più pregiate in assoluto. La tonda di Giffoni ha numerose caratteristiche distintive che ne fanno di essa un prodotto unico: la forma del suo seme, perfettamente rotondeggiante; la pellicina interna, molto sottile e facile da staccare; la polpa bianca, consistente e un sapore aromatico estremamente gustoso, insomma una piccola vera meraviglia. Sulla coltivazione della nocciola in Campania abbiamo numerosissime testimonianze che si rinvengono nella letteratura latina fin dal III sec. a.C., ma anche reperti archeologici, come ad esempio resti carbonizzati di nocciole conservati ed esposti al Museo Nazionale di Napoli. La diffusione di questa coltura nel resto d’Italia sembra essere iniziata proprio a partire dalla Campania, tanto che già nel secolo XVII il commercio delle nocciole, in particolare verso altre nazioni, aveva una sua rilevanza economica. Le prime testimonianze della coltivazione della “ Nocciola di Giffoni “IGP , prodotto tipicamente salernitano, risalgono al Medioevo, ma è solo attraverso rapporti commerciali con il resto d’Italia e con l’estero che nell’ epoca borbonica  si venne a conoscere il valore distintivo del prodotto. Successivamente, nel Novecento, esso ha registrato un’espansione colturale in relazione alla forte richiesta da parte dell’industria dolciaria, sia per la produzione di pasta e di granella , che per la creazione di numerose prelibatezze, tra le quali: torte, gelati, creme e liquori. Da non dimenticare anche l’uso salato del prodotto , sia in guscio che come snack denocciolato intero. Il territorio dei Picentini e della Valle dell’Irno è a vocazione naturale per la coltivazione del nocciolo in quanto questa pianta è presente da sempre nella zona allo stato spontaneo in quanto il terreno di origine vulcanica offre, peraltro le migliori condizioni di fertilità. La raccolta inizia da metà agosto e arriva a metà settembre, quando le nocciole si staccano dalla pianta e cadono sul terreno, vengono poi essiccate e depositate in luoghi freschi e ventilati, privi di odori ed umidità. Il valore nutritivo di questo frutto è alto, il suo consumo protegge dall’arteriosclerosi e dalle malattie cardiovascolari, soprattutto per la presenza dell’acido oleico che limita fortemente i livelli di colesterolo. Inoltre è ricco di vitamine e minerali indispensabili per un corretto funzionamento del sistema cellulare. Quest’anno dal 26 al 29 p.v. ci sarà a Prepezzano di Giffoni la III Edizione della “ Sagra della Nocciola “ , durante la quale sarà possibile degustare piatti tipici a base di nocciole della tradizione picentina. La nocciola è ormai, insieme al celebre Film festival dei ragazzi, l’icona distintiva del luogo.

 

Una curiosità : Rimanendo in Campania e a proposito di nocciole, ad Avellino in occasione di feste e  sagre, c’è l’usanza di regalare le “ Nocciole ‘ndrite “ : nocciole tostate nel forno e infilate dentro un filo per formare una collana.

Napoli, 18 settembre 2013


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