Bentornata frutta di Giugno!

di Laura Bufano

Lo sapevate che le albicocche, le ciliegie e le fragole sono eccellenze campane? Dopo un lungo periodo di agrumi e mele aspettiamo tutti la frutta della bella stagione. Nell’opera del 1583 “ Sua Villae Pomarium “ di Gian Battista della Porta, scienziato napoletano, possiamo rintracciare una delle prime testimonianze della presenza di albicocchi in Campania, e dei suoi frutti: bericocche e crisomele, più pregiate. Da questo termine antico deriverebbe il napoletano “ crisommole “, ancora oggi in uso. In seguito, nel 1845, una pubblicazione di autori vari, dal titolo: “ Breve ragguaglio dell’Agricoltura e Pastorizia del Regno di Napoli“ riconosce l’albicocco come l’albero più diffuso, dopo il fico, nell’area vesuviana. Con il termine  “albicocca Vesuviana” si indica un insieme di oltre quaranta biotipi tutti originari dello stesso luogo. Se chiediamo al nostro fruttivendolo il biotipo delle albicocche che vende e viene nominato uno di questi nomi: Ceccona, Palummella, S. Castrese, Vitillo, Fracassa, Pellechiella, Boccuccia Liscia, Boccuccia spinosa e Portici, allora stiamo comprando le albicocche Vesuviane. Queste si distinguono dal punto di vista estetico per la presenza di una sfumatura di rosso o punteggiato sulla base giallo-aranciata della buccia. La Campania è la regione più importante nella coltivazione delle albicocche, il territorio interessato è compreso in vari comuni vesuviani. Le albicocche vanno raccolte nella prima metà di giugno. Anche i frutti più golosi di stagione, le ciliegie, sono coltivate nella zona vesuviana e precisamente alle pendici del Monte Somma dove è presente come tipologia colturale di rilievo almeno sin dall’epoca della dominazione angioina. La Ciliegia Del Monte, anche conosciuta come Ciliegia di Montagna o Durana del Monte, è considerata  la migliore tra le ciliegie da tavola campane. Si raccoglie tra la fine di maggio e l’inizio di giugno e si presenta con frutti grossi, quasi croccanti, con una colorazione giallo rosata su di un lato e rosso scuro dall’altro. E’ questo il tempo delle ciliegie “ le temps de cerises “, e mi è venuta in mente una canzone del 1957, di Pirro, Bonagura e Sciorilli: “ Cerasella “ l’ho riascoltata nell’interpretazione di Aurelio Fierro e ora la continuo a canticchiare. Le ciliegie non sono solamente seducenti, infatti sappiamo tutti che una tira l’altra, ma fanno anche molto bene alla salute perché ricche di vitamine A, C, di potassio e di ferro, inoltre sono un potente depurativo e disintossicante. Altro frutto primaverile per antonomasia, con il suo aspetto goloso e con un profumo invitante è la fragola. Curiosamente, per la botanica, le fragole non sono dei frutti, bensì erbe: i veri frutti sono quei minuscoli granuli che si staccano dalle fossette della polpa rossa. E’ un frutto ricchissimo di principi nutritivi e non solo, ricco di vitamine A, B e C, ma anche di fosforo, calcio e ferro. Ha un’azione antinfiammatoria e riattiva il microcircolo. La fragola coltivata è stata portata in Europa dall’America nel XVI sec. ; le fragoline di bosco fanno invece parte delle fragoline spontanee europee. La Campania è la regione italiana con la più grande produzione di fragole, rilevante il contributo di Salerno, in particolare della piana del Sele. Una curiosità: il comune di Afragola, situato nella piana fra Napoli e Caserta, tra il basso corso del Volturno, Vesuvio, Campi Flegrei e preappennino campano, con molta probabilità prende il nome dalla parola Fragola, più precisamente dalla modifica, avvenuta  nel tempo, di La Fragola in Afragola.

 

Per saperne di più: Sagra della ciliegia 8 giugno – Campoli Monte Taburno (Bn)

Napoli, 29 maggio 2013.

 

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