Alla Galleria The Apartment  gli arredi di Mario Pagliaro. 

di Francesca Bruciano

 L’idea di inventare, progettare e realizzare oggetti l’ha sempre avuta. Mario Pagliaro, classe 1981, fin da piccolo ama sperimentare qualsiasi cosa per ingannare il tempo. A scuola l’unica cosa che gli piace fare è il disegno. Quando frequenta il Liceo Artistico vicino a Forcella la voglia di disegnare e modellare è fortissima e Mario capisce che è quella la strada da seguire.

Laureato in Architettura, dopo varie esperienze lavorative, Mario Pagliaro progetta oggetti in cartone organizzando un laboratorio per la realizzazione di prototipi ed è suo il brevetto, per invenzione industriale, che consente la realizzazione di mobili in cartone tramite assi di legno e senza utilizzo di collanti. Vale a dire che “sono tutti mobili biodegradabili, ma in cui l’anima in legno garantisce resistenza”, spiega il giovane designer.

Il nuovo modo di dire “Eco” introduce il titolo della mostra alla galleria The Apartment  in Vico Belledonne, dove sono esposti mobili in cartone e mobili smontabili d’emergenza, tagliati a laser e rimontabili velocemente con dei semplici incastri.

Durante l’allestimento in galleria, prima dell’inaugurazione,  Mario Pagliaro ha risposto a qualche domanda circa il suo brevetto e i modi e i tempi di realizzazione dei suoi lavori.

Come è nata l’idea del brevetto?

<< Ho pensato di brevettare per proteggere le creazioni, pensando che fosse un’ idea valida per la possibilità di creare arredi in maniera facile, veloce e con un’etica molto forte che è quella del rispetto ambientale. Sono infatti tutti arredi biodegradabili. Il brevetto è nato per associazione, per memorizzare i tempi di produzione perché incollare una tavola volta per volta richiede molto più tempo che infilarne cento in pochi minuti. Si possono realizzare vari tipi di arredi, dalla poltrona alle pareti che servono a separare ambienti o a creare spazi senza avere la pesantezza di un muro. Li puoi modellare a seconda dell’ambiente, sono modulabili e si possono ampliare in larghezza, in altezza e con varie possibilità di composizione. Sono oggetti realizzati con un’unica tecnica, un unico materiale in cui gioca il fattore economico e che richiedono poco spazio, ma anche giorni e giorni di lavoro, se non mesi, che vanno considerati. Il prezzo di una seduta non può essere valutato secondo il materiale e la tecnica utilizzate altrimenti parliamo non più di una seduta ma di una fustella per tagliare il cartone. C’è poi uno studio fatto sulle tolleranze, sulla proporzione. Tutto va recuperato senza buttare via niente>>.

Cos’è il design?

Il design è questo: semplificare per ridurre i costi e utilizzare un’unica tecnica, un unico materiale; non è una cosa di estetica legata al disegno e all’emozione che ti può dare in un secondo. Il design è un’operazione intelligente che si fa sull’oggetto per rendere quell’oggetto significativo, espressione dell’ego, di una tecnica, della verità progettuale, cioè vedi l’oggetto e capisci come è fatto.

Cosa hai voluto esprimere?

La semplicità e la coerenza, la quale alcune volte penso che non mi appartiene proprio,  ma nel lavoro sì, devi ottenere la coerenza poiché hai la possibilità di sperimentare e alla fine scegliere, pensare, elaborare per realizzare un prodotto finito, nel  quale devi credere e ti deve emozionare, deve essere perfetto per essere messo in produzione. Per questo una cosa coerente riesce ad emozionarmi perché frutto di un sacrificio che va onorato.

La mostra di Mario Pagliaro sarà in esposizione fino al 13 ottobre

 

 

 

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