Mariarosaria Imbrioscia Durante

A Palazzo Gravina personale dell’artista nella Biblioteca della Facoltà di Architettura

di Francesca Bruciano

 

Una passeggiata itinerante all’insegna dell’arte  promossa dal Dott. Generoso Pignalosa e dalla direttrice della Biblioteca  Dott. Rita Introno, è stata presentata giovedì u.s. da colei che scrive e ne ha curato la critica,  e dal Prof. Benedetto Gravagnuolo.  Mariarosaria Imbrioscia Durante, classe 1947, autrice di pubblicazioni con il C.N.R. di testi universitari sul disegno e di importanti progetti di restauro e consolidamento urbanistico, può essere considerata  un’artista eclettica, per la molteplicità dei suoi interessi che spaziano dalla pittura alla danza, dalla teologia alla filosofia, all’ ambiente. Qui, in veste di pittrice,  ci conduce alla scoperta del sé attraverso disegni e policromie davvero singolari sia per i temi illustrati che per le tecniche adoperate. “L’infanzia spirituale come espressione della verità in questo secolo” è il titolo della mostra che ripercorre le tappe importanti della sua vita, quando dal ‘73 insegnava disegno in questa Facoltà, passando per i ricordi affettivi della giovinezza fino a giungere alla maturità foriera di esperienze e contraddizioni che ne hanno delineato il passato e il presente. In essa transitano soggetti raffiguranti figure femminili e maschili, bambini ed elementi della natura, oggetti e nature morte. Un cammino emotivo che affonda le sue radici nell’anima e auspica un ritorno alla forma pura di ispirazione rappresentata dal bambino. Il recupero della dimensione infantile è un dato importante per l’artista poiché afferma: “ogni essere nasconde in sé uno specifico, grande e irripetibile progetto di vita, e così pure per ogni luogo, ogni ambiente, ogni paesaggio”. Presumendo, quindi, l’esistenza di un mondo ideale non esiste l’attaccamento alla materialità e alla carnalità, ma un modo di essere autentico riconducibile all’infanzia, quale condizione migliore ai fini dell’autodeterminazione. Non a caso Einstein, in un’affermazione che ancora può dirsi attuale, diceva: “ho capito che la cosa più grande della vita è vedere le cose con gli occhi di un bambino”.  In questo percorso protagonista è la spiritualità, testimone di luce e di speranza, che accompagna lo spettatore, lo guida e lo induce a guardare con occhio critico la realtà, a non lasciarsi andare, a lottare contro la sofferenza e lo strapotere. Le figure ci parlano, ci invitano a riflettere sulla nostra esistenza, ci indicano la strada da seguire con fermezza, come nel disegno L’Assertivo, o come ne La dama velata, la quale pensa se riuscirà mai a distruggere il suo burqa interiore. I lavori a penna, matita, carboncino, sanguigna, tempera o acquarello, connotati da semplicità grafica celano significati molto profondi che comunicano la sensibilità dell’artista e teologa napoletana; come in Persona-Oggetto, nel quale l’uomo manichino ha perso la propria identità, è un oggetto senz’anima tra i tanti oggetti, e spesso è artefice della rovina del suo pianeta; “è ora che riprenda il cammino della propositività,  dice l’artista, per ritrovare se stesso”. L’unicità del tema in questo lavoro è ricca di rimandi simbolici dove oltre al manichino è raffigurato il cavallo, che rappresenta proprio la volontà contro l’immobilismo. Ma in taluni suoi disegni l’artista ha saputo ben mostrare anche gli attributi della ‘verità’, come nell’autoritratto allo specchio,  simbolo della conoscenza di sé, poiché lo specchio, si sa la rivela sempre; in talaltri ha saputo cogliere l’esperienza espressionista evocando emozioni e senso religioso della vita. Messaggi forti e attuali che traducono valori universalmente riconosciuti come l’amicizia, la bellezza e l’amore, ma anche contraddittori nei quali la condizione umana, vittima del progresso tecnico e della falsità concettuale, si rivela poco attenta alle esigenze psicologiche e spirituali, uniche vie possibili per “autodeterminarsi” e apportare contributi positivi. La mostra sarà visitabile fino al 15 marzo, sabato e domenica esclusi.

 

Notizie biografiche

Mariarosaria Imbrioscia Durante nasce a Napoli nel 1947, luogo nel quale ha aperto per la prima volta gli occhi alla luce, ai colori, alla mediterraneità dei variegati paesaggi fatti di pianure, colline, montagne e di mare azzurro. La sua carriera artistica è scandita da un lungo percorso di studi prima presso il Liceo Ginnasio G. Carducci di Nola; pur promossa frequenta il Liceo Artistico di Napoli e successivamente la Facoltà di Architettura dove insegnerà dal '73, oltre che in Istituti e licei campani. Contemporaneamente insegna danza a Grumo Nevano proponendo lo studio gratuito della Danza classica nella scuola statale. In questo periodo, per dieci anni è stata assistente del Prof. Antonio Scivittaro presso la cattedra di disegno e rilievo nell’Istituto di Analisi architettonica della Facoltà di Architettura di Napoli e in seguito ha collaborato con i proff. Antonio Niego, Camillo Gubitosi e Massimo Rosi. In questi anni ha pubblicato con il C.N.R. i testi universitari sul disegno nella Facoltà di Architettura; su richiesta di Zamberletti è presidente della commissione per l'approvazione delle perizie tecniche presso il Comune di Marigliano durante il terremoto del 1980. Ha svolto importanti progetti di restauro per l'Istituto Anselmi, il Palazzo Ducale a Marigliano e la Cattedrale S.Marina-S.Giovanni ad Avella, dove ha rilevato tutto il territorio di Avella con i sei massimi monumenti, oggetto della sua specializzazione, in consolidamento urbanistico presso l’istituto di Restauro della Facoltà di Architettura; contemporaneamente frequenta la specializzazione alla russa presso Mara Fusco e lo I.A.L.S, sindacato romano dei ballerini, istituendo con Sonia Lo Giudice, prima ballerina del S. Carlo, una scuola di danza classica presso il ‘centro sportivo La Palestra’ a Marigliano, ove risiede. Ha inoltre collaborato al Piano Regolatore post-terremoto di Guardia dei Lombardi in un momento di massima fragilità del territorio, essendone proprio l’epicentro. In seguito si laurea in Teologia con la tesi: “Preghiera e Verità in S.Agostino” e contemporaneamente al suo insegnamento esplica il progetto Dimensione Danza in Portici e quello di Ascolto a Scampia. Attualmente ha presentato la mozione "Oltre" al festival della Filosofia di Modena. Ha inoltre vinto una borsa di studio offerta dal Consiglio d’Europa con la quale ha partecipato gratuitamente al convegno di ‘janesse et patrimoine’ dove ha presentato in lingua francese la mozione: “la progettazione come autorappresentazione: centri antichi maggiori e minori”. Ha avuto una corrispondenza epistolare con il prof. Zander dell’Istituto di Restauro di Roma e con Gaspare De Fiore per convegni e pubblicazioni sul disegno. 

La sua attenzione artistica si è concentrata principalmente sul territorio che la circonda, Napoli e dintorni, e non solo, vittima di complesse problematiche di inquinamento e di degrado ambientale. Con questa mostra figurativa l’artista si propone di delineare un percorso nel quale si dice alla “continua ricerca della trasparenza e della interiorità per far affiorare la ‘verità’”, nel tentativo di promuovere un nuovo tipo di realismo che sia più attento alle esigenze psicologiche e spirituali – nel quale Natura e Architettura, spirito e corpo, possano contribuire al miglioramento del genere umano.

 

 

 

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