Gli “Amori interrazziali” di Cannavacciuolo in mostra alla galleria The Apartment.

di Francesca Bruciano

Maurizio Cannavacciuolo, artista napoletano di fama internazionale che vive e lavora a Roma, ha cominciato la sua esperienza in campo pittorico parallelamente al movimento della Transavanguardia teorizzato dal critico Achille Bonito Oliva. Gli anni ‘80 legano la sua carriera alla collaborazione con il celebre gallerista Lucio Amelio, mecenate di numerosi talenti come Pistoletto, Merz, Paolini, Warhol, Beuys, Longobardi, Twombly, Kounellis, Jodice e tanti altri. Cannavacciuolo ha lavorato a Napoli anche con Gian Enzo Sperone e L. Scalise, a Roma ed a New York dove ha partecipato a mostre personali, a Rio de Janeiro, Santiago del Cile, Boston, Newcastle e Londra. E’ inoltre presente nelle collezioni della Farnesina e della Camera dei Deputati, nelle stazioni “Cilea” e “Quattro Giornate”della Metropolitana di Napoli, ed in luoghi espositivi insoliti, come la Certosa di San Lorenzo a Padula nel 2002 in occasione della mostra “Le opere e i giorni” a cura di A.B.Oliva, o nelle vetrine di Edicola Notte a Roma e nell’Ambasciata italiana a Tel Aviv nel 2003 o ancora nell’Ambasciata italiana a Santiago del Cile nel 2004.

Gli “Amori interrazziali” sono esercizi d’amore che Maurizio Cannavacciuolo ci mostra come costruzione dell’uomo, incontro anatomico di due fisicità astratte. Immagini di amori uniti ma mai complementari, volti che si guardano come per baciarsi e poi sono moltiplicati, rigirati, rivoltati, riproposti. Come lui stesso spiega: <<il mio esercizio su amore interrazziale consiste nello sdoppiare, tirare, moltiplicare, creare varie soluzioni di amore ripetute fino alla nausea nell’intento ultimo di rendere l’immagine dei due visi posti l’uno di fronte all’altro un pattern, un motivo ripetuto, una sorta di marchio. Un esercizio ossessivo, di amore>>. Invero, commenta Valerio Dehò curatore della mostra:<< la sua opera è una riflessione sull’arte occidentale e sulle figure retoriche che l’hanno attraversata. Così il bacio, elemento ricorrente, diventa non solo una memoria di tanta arte da Rodin a Klimt, ma una trasposizione in chiave contemporanea di un gesto universale. Il bacio come emblema dell’amore, degli amori e dell’amore interrazziale in questo caso. Nei suoi esercizi d’amore il bacio tra persone dello stesso sesso o tra figure diverse o tra uomo e animale, è una costante di una ricerca iconografica in cui Cannavacciuolo sa mescolare cultura alta e popolare. Immagini librarie o scaricate da Internet, esperienze vissute e letterarie>>.

 Il bacio come gesto emotivo e romantico per eccellenza, come gesto d’amore, ha accompagnato nei secoli la musica, la letteratura, il cinema, l’arte, la religione e le arti figurative in diverse epoche e in diverse culture. Potrei dire che il bacio è comunicazione, preludio all’amore. E’ un gesto, insomma, che da sempre ispira artisti e poeti attraverso opere e testimonianze letterarie, pittoriche e musicali. Nel bacio ci si annienta, lo spazio e il tempo si annullano, esistono solo le proprie emozioni.

Per questa mostra l’artista ha scelto tre opere per ritrarre l’amore e la sua energia, tre tele in grande formato  200X200,  164X200 e 157X200 rispettivamente su “esercizio su amore interrazziale 4”  “amore  interrazziale” 5 e 6, oltre ad altri lavori più piccoli. L’intento dell’artista è quello di coinvolgere lo spettatore ponendolo al centro di una vicenda di cui deve diventare protagonista. Anzi deve cercare di scoprire il senso delle opere senza fermarsi all’immagine principale. A tal proposito l’artista chiarisce che: <<l’obiettivo sta nel creare delle trappole percettive o di concetto e metterle lì, per permettere a chi osserva l’opera di riuscire a guardare dentro di sé. Il meccanismo è quello della machine à penser, una sorta di gioco mentale in base al quale prima fornisco gli strumenti evocativi e poi li sottraggo, per lasciare agire l’occhio interiore>>.

La tecnica usata da Cannavacciuolo è quella classica dell’olio su tela dai colori caldi con tendenza al rosso,  un’esplosione grafica dello sfondo in motivi geometrici e decorativi in distinta sovrapposizione di piani che si dilatano in uno spazio illusorio, labirintico, in cui sembrano nascosti messaggi latenti, o come tessuto connettivo a sostegno delle figure. La superficie della tela è ornata da motivi decorativi di matrice europea e mediorientale emanati dall’Art Nouveau, quel movimento artistico nato tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento che traeva ispirazione direttamente dalla natura;  da ciò derivano un accentuato linearismo, metamorfismo, eleganza decorativa. In tal senso le tendenze pittoriche di quell’arte si espressero nella ricerca – influenzata dalla pittura giapponese e cinese - di una maggiore stilizzazione delle figure, in funzione simbolica o ornamentale.

La pittura di Cannavacciuolo concettualizzata e simbolica diventa un mero esercizio estetizzante ma che ha del magico per l’opportunità che dà allo spettatore di addentrarsi in uno spazio avvolgente dove tutto si moltiplica e perde singolarità spingendo a riflettere sull’attuale condizione umana.

La mostra da The Apartment in Vico Belledonne a Chiaia, 6 sarà visitabile fino al 31 maggio Me/Ve 17.00 – 19.30, Sabato su appuntamento - tel. 081/412350