Terra dei fuochi: una luce si è spenta

di Elio Barletta

 

Dalle pagine di questo giornale abbiamo in molti e spesso denunciato i mali antichi e recenti che affliggono la nostra amata e sfortunata terra, intesa come suolo non soltanto limitato ai confini del comune o della provincia di Napoli, ma all’intera regione Campania. Lo abbiamo fatto nel lodevole intento di agevolare il destarsi di focolai di dissenso contro la delinquenza, il malaffare, la corruzione, la carenza di civismo. Ed in molti e spesso abbiamo lamentato, fra i mali atavici della nostra gente, lo scarso senso di adesione e partecipazione dei cittadini cosiddetti “bene” a sostegno e potenziamento di tale dissenso.

Mi pare perciò opportuno, addirittura doveroso, lungi dall’arroganza di volersi ergere al ruolo di fustigatori dei costumi, spendere in questa sede qualche parola in occasione di un lutto che non colpisce soltanto la famiglia di appartenenza o il piccolo centro urbano in cui visse lo scomparso, ma tutti coloro che, sotto ogni latitudine, abbiano a cuore il rispetto e la salvaguardia dei valori ai quali si dovrebbe sempre ispirare la convivenza civile.

Si tratta di Michele Liguori, un uomo di 59 anni, non fregiato da particolari titoli di prestigio o posizioni di potere, un semplice abitante di Acerra che non si limitò a svolgere il normale lavoro spettantegli per il servizio di vigile urbano svolto in quella cittadina. Di sua iniziativa istituì il nucleo ambientale della polizia municipale locale di cui restò l’unico componente guadagnandosi l’ascesa al grado di tenente. Molto probabilmente nessun altro suo collega ebbe il coraggio di seguirlo nel pericolosissimo compito che lui si assunse, fino a diventarne il simbolo, di lottare contro lo sversamento dei rifiuti di qualunque natura e provenienza che ormai avvelenano estese superfici della Campania. Sono tutte quelle vaste aree agricole in cui, per ulteriore criminale iniziativa, sono dati alle fiamme i depositi tossici in esse accumulati, perciò simbolicamente inglobate nella drammatica denominazione di “ Terra dei fuochi”. 

 

Per ben vent'anni il tenente Liguori ha combattuto contro i trafficanti di rifiuti tossici. Alla ricerca delle discariche abusive portava con sè la moglie ed il figlio. Per la sua incessante attività è  stato anche uno dei protagonisti del film documentario "Biutiful cauntri", realizzato da Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero e presentato a novembre 2007 nell'ambito del Torino Film Festival, ricevendo una menzione speciale, per poi uscire nel 2008, il 7 marzo in dieci sale italiane ed il 15 luglio in sale francesi, recensito positivamente dal quotidiano Le Monde. Il tema si sviluppava sul traffico dei rifiuti tossici e dell'inquinamento in Campania, focalizzandosi sui problemi delle innumerevoli discariche abusive, dell'ecomafia e delle conseguenze dell'inquinamento sull'allevamento, in particolare delle pecore, e sull'agricoltura, fornendo indizi sul fatturato illecito derivante.

Nello scorso maggio, a seguito di gravi disturbi, gli sono stati diagnosticati due tumori. Il tossicologo Antonio Marfella ha scritto sul suo blog "È come don Peppe Diana, un eroe. Nel suo sangue c'erano alte percentuali di Pcb, la stessa sostanza che è presente nei regi lagni e che ha avvelenato le greggi ad Acerra".

Alla notizia della scomparsa di Michele Liguori, sono stati numerosi i messaggi di cordoglio, in primis quello del Presidente dela Repubblica, inviati ai familiari da tutt'Italia, anche tramite Facebook, da personalità e da cittadini qualunque. Il video della sua ultima intervista rilasciata al quotidiano La stampa" è tra i più cliccati sulla rete.

Con inizio alle 10.30 di lunedì 20, si sono svolti i funerali ad Acerra, nella chiesa di Sant’Alfonso. Vi hanno partecipato il sindaco Raffaele Lettieri, il vice prefetto Donato Cafagna, il capo di gabinetto della prefettura, Francesco Esposito, il comandante della caserma dei carabinieri di Castello di Cisterna, Luca Corbellotti, il responsabile locale del Corpo Forestale dello Stato, Geremia Cavezza. 

A parte tante altre prevedibili dichiarazioni di prammatica nessun altro esponente di rilievo delle istituzioni si è purtroppo fatto vivo dalla Regione o del Governo.

Dal pulpito il vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, ha sostanzialmente detto che lassù il poliziotto municipale Michele Liguori, eroe dei nostri tempi, ritroverà finalmente puri come una volta i campi contaminati in cui sequestrava tonnellate di rifiuti tossici.

«Lo Stato ha ucciso Michele Liguori, ecco perché non si sono presentati: per non essere contestati» ha tuonato sulla scalinata della chiesa Alessandro Cannavacciuolo, figlio dei pastori le cui greggi furono abbattute a causa della presenza di diossina rilevata nel sangue.

La ferale notizia ha rinvigorito gli ambientalisti che non intendono stare a guardare. «Nei prossimi giorni saremo di nuovo in piazza» ha annunciato Antonio Montesarchio, altro attivista ambientale, pure lui parecchio inviperito. Un coacervo di rabbia e sfiducia che, tradendo la tenacia e la perseveranza espresse dal Liguori in modo esemplarmente corretto, rischia di diventare una miscela esplosiva dalle conseguenze del tutto imprevedibili.

 

22 gennaio 2014

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