Con la Scarlatti a Castel Sant’Elmo 
La stagione concertistica 2013–2014

 

di Elio Barletta

 

Domenica 13 aprile u.s. è terminata la stagione 2013–2014 dei concerti dell’Associazione Scarlatti, rassegna musicale ormai “storica”, sia per il numero di anni in cui si è finora svolta, sia per l’alto profilo qualitativo delle sue serate. Il ciclo concluso si è sviluppato se-condo ben ventiquattro esecuzioni in quello splendido auditorium incastonato fra le mura, magicamente intrise della luce azzurrina dei fari notturni, al 1° piano di Castel Sant’Elmo. Vanno anche aggiunte, fuori cartellone, altre a Palazzo Zevallos di Stigliano (2), nella Chiesa dei SS Marcellino e Festa (1), in Villa Pignatelli (3). 

Estremamente varia la musica trattata. Per quella orchestrale si sono avuti tre concerti:
martedì 8 ottobre, con la maestosa Camerata Salzburg di trentasei elementi diretti dal francese di Mulhouse, formatosi a Strasburgo, Louis Langrée, e la virtuosissima violinista, statunitense di Lexington, Hilary Hahn, in una serata quasi tutta dedicata a Mozart; 
giovedì 7 novembre, con l’affermata perugina Alda Caiello (soprano) ed il ben noto ternano Fabio Maestri (pianoforte e direzione), attorniato dagli otto maestri di strumenti a fiato e ad arco del suo Ensemble Incanto, ad eseguire melodie di Strauss jr e di Schönberg; 
mercoledì 9 aprile, con l’Orchestra del XVIII Secolo diretta da colui che la fondò (1981), nella sua Amsterdam, l’insigne Frans Brüggen, nell’esecuzione della Passione secondo Gio-vanni (Johanne-spassion) BWV 245, opera sacra per voci soliste, coro, orchestra, organo di Bach, ispirata ai capitoli 18 e 19 del Vangelo dell’Evangelista e alternata ad arie e corali su testi in poesia di Barthold Heinrich Brockes.
Negli altri appuntamenti una vasta gamma di generi ha riguardato musica da camera, brani rispondenti a progetti, composizioni di giovani, repertori nazionali, jazz.

Gli esecutori singoli, entrambi pianisti, sono stati due: giovedì 23 gennaio, il giovane Orazio Sciortino, debuttante con brani di Mendelssohn, Brahms, Scriabin, Liszt e con una sua composizione inedita dedicata a Pergolesi; giovedì 20 febbraio, la minuta e anch’essa gio-vane pianista, coreana di Seoul, Ilia Kim, cimentatasi con Clementi, Schumann, Chopin. 
Hanno costituito le due eccezioni all’idea degli organizzatori, detta “Uno+Uno”, di superare la visione del concerto inteso come “recital” di un singolo solista, sia pure di fama interna-zionale; si sono volute infatti proporre serate con più artisti insieme che, pur integrandosi secondo uno stesso spartito, si potessero alternare e fronteggiare in assoli che rendessero il clima di una vera e propria competizione. 
Emblematiche in tal senso le esecuzioni di due musicisti alla volta: 

domenica 20 ottobre, il neozelandese Hayden Chisholm (sassofono) ed il russo Simon Na-batov (pianoforte), hanno dato luogo al loro “Hayden plays Haydn”, tutte creazioni di Chisholm ispirate ad Haydn; 
giovedì 14 novembre, il primo italiano vincitore del prestigioso Concorso Internazionale N. Paganini di Genova, Massimo Quarta (violino) ed Emanuele Arciuli (pianoforte), entrambi leccesi, alle prese con Stravinskij e Ravel; 
domenica 24 novembre, la splendida portoghese Maria Joäo Pires e, mercoledì 4 dicembre, la seducente cinese Yuja Wang (protagoniste e non semplici “accompagnatrici” al pianofor-te), rispettivamente abbinate con il violoncellista brasiliano Antonio Meneses, per interpre-tare Shubert, Beethoven, Mendelssohn–Bartholdy, Brahms ed il violinista greco Leonidas Kavakos, per affrontare le tre Sonate per violino e pianoforte di Brahms composte tra 1878 e 1886;
giovedì 27 febbraio, i fratelli Pieranunzi, uno violinista e l’altro pianista arrangiatore, in un ventaglio di pezzi da Rossini a Gershwin. 
Per i trii, si sono succeduti: 
domenica 27 ottobre, il Barron, formato da lo statunitense di Filadelfia, Kenny Barron (pia-noforte e direzione), il giapponese Kiyoshi Kitagawa (basso), l’inglese campione paraolim-pico Lee Pearson (batteria), impegnati in originali e standards del jazz tradizionale
giovedì 28 novembre, il Diaghilev, formato dai pesaresi Mario Totaro (pianoforte), Daniela Ferrati (pianoforte), Ivan Gambini, (percussioni), concentrati su Bartok e Stravinskij;

domenica 8 dicembre, il lettone di Riga Gidon Kremer (violino), la lituana di Kaunas Giedre Dirvanauskaite (violoncello), la georgiana di Tblisi Khatia Bumiatishvili (pianoforte), a pre-sentare Rachmaninov e Weiinberg; 
giovedì 13 marzo, il Zukerman Chamber Players, formato da l’israeliano di origine polacca Pinkas Zukerman (violino e direzione), le canadesi Amanda Forsyth (violoncello) ed Angela Cheng (pianoforte), per le musiche di Dvoràk e Beethoven. 
I quartetti d’archi sono stati quattro:

mercoledì 15 gennaio, i Musicisti d’Armenia, con Aram Movsisyan (canto), Georgi Minas-syan ed Haig Sarikouyoumdjian (duduk), Gaguik Mouradian (kamancha), più l’Hesperion XXI, con Jordi Savali (direttore), Viva Biancaluna Biffi (viola da arco) e Pedro Estevan (percussioni), in “Spirito d’Armenia”; 

giovedì 30 gennaio, il Casals, sorto il 1997 alla Scuola Reina Sofia di Madrid, con Vera Martinez Mehner e Abel Tomảs (violino), Jonathan Brown (viola), Arnau Tomảs (violoncello), Pieter Wispelweyin (violoncello), musiche di Turina, Crisostom de Arriagam, Boccherini;
martedì 4 febbraio, l’Arditti, con l’inglese Irvine Arditti e l’armeno Ashot Sarkissjan (violino), l’inglese Ralf Ehlers (viola), il tedesco Lucas Fels (violoncello), musiche di Webern, Schönberg, Berg; 
giovedì 6 marzo, l’Escher, con i quattro statunitensi, Adam Barnett–Hart e Aaron Boyd (violino), Pierre Lapointe (viola), Dane Johansen (violoncello), musiche di Mendelssohn–Bartholdy, Britten, Dvoràk. 

Giovedì 21 novembre, il Francesco d’Errico Quintet, formato da Francesco d’Errico (piano-forte ed elettronica), Giulio Martino (sassofoni), Marco De Tilla (contrabbasso), Dario Gui-dobaldi (batteria), per presentare improvvisazioni di D’Errico a ricordo di un’escursione, realmente avvenuta, che portò Igor Stravinskij alla la fortezza dove il Principe musicista Gesualdo da Venosa, uxoricida, trascorse il suo lungo esilio. 
Formazioni con strutture particolari sono risultate:
mercoledì 18 dicembre, con Fabio Bonizzoni (direzione e clavicembalo) e l’orchestra della Risonanza in tre delle quattro serenate/ouvertures di Bach più la Sinfonia del figlio Carl Philipp Emanuel Bach;
domenica 15 dicembre, i Musici Aurei, con Daniela del Monaco (contralto), Marcello Nardis (tenore), Giuseppe Naviglio (baritono e voce recitante), Luigi Piovano (direttore), più il coro dei Mysterium vocis e e delle voci bianche Angiulilli di Napoli, nell’Oratorio di Natale “Nativitas” di Gaetano Panariello;
giovedì 13 febbraio, con il barese Antonio Florio (violoncello, pianoforte, composizione, di-rezione) a guidare l’ultraventicinquennale complesso dei Turchini più la napoletana Maria Grazia Schiavo (soprano), nella riscoperta di inediti del barocco napoletano battezzata “Una bellissima musica” che, accostando Mozart a Gian Francesco de Majo, ha inteso sot-tolineare l’influenza del compositore napoletano sull’adolescente genio di Salisburgo;
domenica 16 marzo, i Mahler Chamber Soloists, complesso al sedicesimo anno di vita, per la passione alla musica klezmer detto anche “Port Klezmer”, dedito ad eseguire brani per clarinetto, di Mozart (2), Bruch (8), Stravinskij (3);
giovedì 27 marzo, ancora con Antonio Florio, i suoi Turchini ed allievi dei Conservatori San Pietro a Maiella di Napoli e Niccolò Piccinni di Bari, più la romana Olivia Centurioni (violino), in musiche del mondo di Giulia De Caro, cantante–impresario della Napoli vicereale.
Come si può facilmente constatare, nessun giudizio di merito accompagna le note qui ri-portate. L’identità degli artisti intervenuti, degli autori scelti, delle composizioni proposte forniscono chiavi di valutazione sufficienti per apprezzare la qualità delle singole serate dell’intera stagione. 
L’Associazione Alessandro Scarlatti, ente morale dal 1948, nacque nel 1919, con la finalità di far conoscere la musica antica italiana. Tra i suoi fondatori ci furono non solo musicisti come Emilia Gubitosi, Franco Michele Napolitano, Vincenzo Vitale, Giovanni Tebaldini, ma anche scrittori come Salvatore Di Giacomo e persone di cultura come Maria De Sanna. At-tualmente il testimone è meritatamente nelle mani di un gruppo di sedici esponenti della cultura e dell’arte cittadine che hanno: Lucio Sicca, presidente; Chiara Eminente, direzione artistica e ufficio stampa; Renato Bossa, consulente artistico; Oreste de Divitis, vice presi-dente. 
La politica dei prezzi praticati ha tenuto conto, per i biglietti, delle sedi di svolgimento dei concerti: a Castel Sant’Elmo, da 25 a 15 € secondo i tre settori di poltrone, 8 € per i gio-vani; a Palazzo Zevallos 5 €; a Villa Pignatelli, 15 € (intero), 10 € (ridotto abbonati). Gli abbonamenti per tutta la stagione sono variati da 315 a 230 €, con ridotti per iscritti Cral e per giovani under 35.

30 aprile 2014


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