Settembre 1943 nelle *sole Ionie: una tragedia da non dimenticare

di Elio Barletta

Alla Fondazione Humaniter di Napoli – nella sala Massimo della Campa  al quarto piano della scala C del palazzo di piazza Vanvitelli 15 – per la giornata di venerdì 27 settembre prossimo, è prevista una giornata di rievocazione del 70° anniversario delle stragi che i militari tedeschi della Wermacht perpetrarono, nel settembre 1943, nelle isole Ionie, sui militari italiani della Acqui e dei reparti delle altre Armi ad essa associati, oltre che su parecchi abitanti locali. Il patrocinio della manifestazione nasce dalla collaborazione fra la stessa Humaniter, rappresentata dalla direttrice dott. Marina Melogli, e l’Associazione Nazionale Divisione Acqui (sigla ANDA), rappresentata dall’avv. Amedeo Arpaia, presidente per la Sezione Campania–Basilicata. È stata resa possibile dalla comune appartenenza del promotore – il sottoscritto – ad entrambi gli organismi: da tredici anni docente volontario di informatica nei corsi Humaniter e da dodici anni socio dell’ANDA, in quanto figlio di ufficiale di Marina di complemento, reduce di Cefalonia sopravvissuto ad una esecuzione sommaria  ed a quattordici mesi di durissima clandestinità.

Il programma della giornata, che verte sul tema dato dal titolo del presente articolo, prevede due incontri:

·       uno mattutino, alle ore 11, per gli studenti di scuole superiori vomeresi, con introduzione storica della prof. Anna Napolitano;

·       l’altro pomeridiano, alle ore 17, aperto al pubblico, in cui sono state invitate ad intervenire numerose personalità.

Fra queste ultime saranno attese:

·       per le autorità le autorità militari di terra e di mare, il Comandante della Divisione Acqui ed il Comandante della Direzione Marittima, Guardia Costiera;

·       per i greci qui residenti, il Consolato di Grecia (onorario), la Comunità Ellenica e l’Archimandrita della Chiesa Greco – Ortodossa;

·       per i cittadini interessati dall’argomento, familiari ed amici di caduti e reduci di quelle isolej nonché ricercatori e studiosi dei funesti avvenimenti in cui fuirono coinvolti.

 

 

L’arcipelago delle isole Ionie

(in greco moderno: Ιόνια νησιά, Ionia nisia; in greco antico: όνιοι Νσοι, Ionioi Nēsoi) rappresenta una delle tredici periferie (in greco: περιφέρειες, perifereies - regione amministrativa) del paese ed è costituito dalle sette isole maggiori:

Corfù (Κέρκυρα), Passo, chiamata anche Paxos o Paxi (Παξοί), Leucade, chiamata anche Lefkàda o Santa Maura (Λευκάδα), Itaca (Ιθάκη), Cefalonia (Κεφαλλονιά), Zacinto, chiamata anche Zante o Zacìnto (Ζάκυνθος) e Cerigo (Κύθηρα); quest’ultima però é stata esclusa dall'attuale regione amministrativa per farla rientrare nell'Attica.

Attorno a queste si ergono altri isolotti, il cosiddetto "Eptaneso", cioè "Sette Isole" (Επτάνησα, Heptanēsa, o Επτάνησος, Heptanēsos).

 

La presenza di truppe italiane e tedesche nell’arcipelago, nel 1943, ebbe la sua origine nella cosiddetta Campagna italiana di Grecia, iniziata il 28 ottobre 1940, per espresso volere di Mussolini che, dopo le smaglianti vittorie ottenute dall'esercito tedesco sui vari fronti europei, ardeva dalla voglia di bilanciare il sempre maggiore peso della Germania nazista  di  Hitler  all'interno del Patto d'Acciaio. Il nostro dittatore era nella sua decisione confortato dalle prospettive dei comandi militari, che, nella conquista delle basi della Grecia continentale ed insulare vedevano il rafforzamento della presenza italiana nel Mediterraneo orientale e dal parere del ministro degli Esteri Galeazzo Ciano – suo genero – che, vantava amicizie tali fra le importanti personalità del governo ellenico, da ritenere di poterli corrompere e determinare il rovesciamento del governo stesso.

Ma le cose si misero subito male per le  truppe del Regio Esercito italiano quando, partiti dalle basi albanesi ed entrati in territorio ellenico con l’intenzione di occuparlo, perché, bene armate dalla Gran Bretagna, riuscirono a contenere l'offensiva iniziale italiana e successivamente anche a contrattaccare. La guerra di posizione in montagna si trascinò fino all'aprile 1941, quando i tedeschi – maestri nella guerra lampo - la Jugoslavia e la Grecia, costringendole in poco tempo alla capitolazione ed imponendo all’Italia la coabitazione nel presidio dei territori occupati.

 

(1 – Continua)


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