VIVERE NAPOLI

La “città indecorosa”

di Elio Barletta

Domenica 1° novembre 2015, ore 14, Rai 1: Massimo Giletti apre more solito L’Arena, avendo in studio il leader leghista Matteo Salvini ed il consigliere comunale napoletano Carlo Iannello (R.Dem.), nonché in collegamento da Napoli il consigliere Antonio Crocetta (Psi) e l'assessore  al Patrimonio Sandro Fucito (Sel). Suffragato da una breve apparizione registrata di Fiorello, rileva lo scandalo di Messina rimasta oltre una settimana senz’acqua (calamità che al momento sembrava superata e che invece si è ripresentata per una nuova frana sulla condotta idrica).   

Ma l’argomento è solo un’anticipazione di un tema successivo. A Giletti preme parlare subito di Napoli, dell’attaccamento alle poltrone – non quelle del potere – ma le poltroncine dello stadio San Paolo i cui biglietti sono gratuitamente riservati ad alcuni degli amministratori comunali locali. A conferma va in onda il servizio di tale Rosanna Sferrazza che, aggiratasi nella domenica precedente fuori allo stadio, si imbatte in Sandro Fucito, che, dopo un bombardamento di domande dell’intervistatrice sul come si sia procurato il biglietto di accesso, esasperato lo estrae, lo strappa in mille pezzi, ne cosparge i frammenti sui capelli della donna e se ne torna a casa.

Da Napoli, l’assessore – scusatosi per il gesto scorretto con la giornalista – chiarisce che i biglietti gratuiti sono nominativi, non usufruibili da parenti ed amici del destinatario, vengono offerti ai consiglieri comunali affinché possano vigilare sul buon andamento dell’evento sportivo, sono offerti anche ad altri esponenti politici, civili e militari della città, ammontano a poche decine in tutto e costituiscono una consuetudine comune a tutte le città d’Italia che abbiano uno stadio ed una squadra di calcio iscritta ad un campionato.

 
Urla tutto ciò con una voce sempre più roca. L’atmosfera si accende; parlano più persone sovrapponendosi. Giletti introduce la Sferrazza e con lei, tenta invano di ribattere, anche mimando. Riesce solo a dire a Fucito che ha una "veemenza da tifoso di curva B".

Salvini invece lo stuzzica ripetendogli che urla troppo, poi – ipotizzando che non sta in studio perché ha preferito andare a vedere la partita – dichiara: «Napoli ha tre gravi problemi, la monnezza nelle strade, 5000 cammorristi che occupano abusivamente le case popolari, rioni interi senza scuole. Caro assessore, puoi anche andare alla partita dopo che hai ripulito la città dalla monnezza e che hai tolto i camorristi dalle case.»

Carlo Iannello – reduce da un viaggio all'estero con la febbre alta – dice cautamente: «Napoli è meravigliosa, ma purtroppo mal rappresentata dalla sua classe politica.» Giletti mostra allora un altro video raffigurante la seduta del consiglio comunale di Napoli in cui si discute se eliminare i biglietti gratuiti. Si sente un consigliere in piedi che afferma che i biglietti gratuiti sono la ricompensa dopo una settimana in cui si è dovuto “sopportare” i cittadini napoletani.

Si arriva alla zuffa, quando, il consigliere Crocetta cerca di convincere i presenti che la gratuità dei biglietti ai politici nazionali o locali – peraltro decisa autonomamente dai gestori dello spettacolo – è fatta come titolo di merito per coloro che ricoprono responsabilità di rilievo, criterio che giustifica l’esistenza della tribuna delle autorità. Ironizzando aggiunge: «Perché non aboliamo anche la tribuna delle autorità e mandiamo il prefetto nella curva A o B? Dobbiamo parlare degli investimenti che non si fanno nel Sud, però lei non ne può parlare. Voi non fate questo tipo di interventi perché la Rai non vuole parlare del Meridione. Voi trattate solo problemi minimalisti. Lei sta facendo campagna elettorale, Giletti. Il governo è assente su Napoli.» 

A questo punto Giletti perde le staffe e reagisce: «Questo non glielo permetto, in Rai c'è gente che fa un lavoro straordinario. Voi iniziate a far andare avanti la vostra città che è indecorosa in certi punti. Se lei esce dalla stazione centrale trova immondizia in tutti i vicoli. I cittadini napoletani, che sono per la maggior parte onesti, subiscono gli effetti di una politica molto scarsa. Lei non dia regole alla Rai, che ha fatto un grande lavoro andando a raccontare con film e fiction i problemi della camorra.» Successivamente prosegue: «Non spetta a me fare il politico. Si faccia un giro intorno alla Stazione Centrale e veda il degrado. Prenda un treno della metropolitana e chieda ai pendolari».

L’epiteto “indecorosa” scatena il finimodo, dividendo personalità e cittadini in due schiere contrapposte: quella di coloro che hanno visto un’ingiuria appositamente organizzata da Giletti – coadiuvato da Salvini – per diffamare Napoli e forse per preparare la campagna elettorale a qualcuno; quella di coloro che – pur soffrendo per i pesanti giudizi negativi espressi, a conferma di una antica ostilità verso Napoli – riconoscono che sono ampiamente veritieri e meritati.  

Carlo Giordano si fa promotore di uninterrogazione parlamentare e un presidio alla sede Rai. Roberto Fico, presidente della commissione parlamentare di vigilanza Rai, valuterà se chiedere un'audizione del direttore di Rai 1 e una interrogazione in commissione vigilanza. Il presidente della I Municipalità Vomero, Mario Coppeto, scrive a Giletti un post abbastanza pesante. De Magistris  più volte replica: «Giletti e Salvini devono sciacquarsi la bocca quando parlano di Napoli. Questa amministrazione è libera e fuori da centri di potere».

Massimo Giletti si giustifica: «Mi spiace per le strumentalizzazioni delle mie parole. Capisco che siamo in campagna elettorale, però a tutto c'è un limite. Non ho mai detto che Napoli è una città indecorosa, ho solo detto che la classe politica scarsa degli ultimi 10–20 anni ha portato al degrado di molte zone della città, a discapito dei napoletani onesti. Tale degrado è sotto gli occhi di tutti: è troppo facile occuparsi del salotto buono della città, dimenticando le periferie.» Matteo Salvini sentenzia: «Napoli è nel baratro c’è spazzatura ovunque, non funziona nulla, dai mezzi pubblici alla delinquenza. Mi scrivono i napoletani in diretta per raccontare queste verità». Stefano Caldoro, dagli scanni di opposizione del Consiglio regionale della Campania commenta: «Trovo sbagliate le posizioni contro la Rai e Giletti. Napoli è la città più bella del mondo, ma da almeno due decenni è male amministrata».    

La vastità dei problemi sollevati da un servizio televisivo di tal genere non può essere qui affrontata. Del resto le pagine di cronaca napoletana sono ricche di opinioni contrapposte al riguardo. Quelle web formano addirittura una foresta di atti d’amore e d’odio – questi ultimi densi di volgarità vergognose – che hanno per destinatari apparenti Giletti e Salvini, ma in sostanza si riferiscono a Napoli.

Ma quale Napoli? Occorrerebbe che i napoletani furiosi per la presunta offesa ricevuta si calmassero! Giletti non mi è affatto simpatico, non stimo affatto Salvini e riconosco che il servizio è stato premeditato. Ma l’espressione “città indecorosa” non può riferirsi alla città. Secoli di storia, di arte, di civiltà, di cultura, di prove difficili, di autentici drammi rendono immune la città da tale deprimente valutazione. L’aggettivo “indecorosa” – a parer mio – va a tutti gli amministratori ed a tutti gli amministrati che ci hanno portato a questo presente. Come facciamo ad ignorare le cose “indecorose” denunciate che stanno realmente sotto i nostri occhi? Cose che non riguardano soltanto l’igiene o il rispetto dei monumenti, ma il senso civico quasi del tutto assente. Napoli ha sempre avuto cittadini – purtroppo una minoranza – degni di vivere ed emergere in qualunque posto del mondo. Ma ha anche avuto uno zoccolo duro – anch’esso minoranza, ma estremamente dannosa – il cui unico scopo della vita è quello di affossare sempre più quella che fu la gloriosa capitale del Mezzogiorno d’Italia.

Le quattro foto sovrastanti mostrano come ci tocca vivere al giorno d’oggi. Trrattano di piazza Immacolata – punto centrale e moderno del quartiere Arenella – dove, come si può constatare, lo svuotamento dei cassonetti non è puntuale e dove una serie di barbari – a qualunque ceto e cultura appartengano – ritiene che la strada sia come il loro livello di civiltà, vale a dire: una pattumiera!

Nascere a Napoli, abitare a Napoli, crescere a Napoli, lavorare a Napoli, gioire a Napoli, soffrire a Napoli, invecchiare a Napoli, essere fieri di Napoli, vergognarsi di Napoli. Sinteticamente: vivere Napoli, la nostra fortuna, la nostra condanna.

 

Napoli, 4 novembre 2015  

 

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