Addobbi Natalizi al quartiere Arenella

di Elio Barletta

Domenica 1° dicembre, ore 11. Abbiamo ospiti in casa perciò esco per qualche commissione in genere affidata alla moglie. Arrivo all’incrocio tra via Salvator Rosa, salita Arenella e via della Cerra; poi in piazza Immacolata; poi in via Francesco Verrotti: sono queste le tre postazioni che si fanno subito ammirare per le condizioni in cui versano gli angoli riservati al deposito dei rifiuti e degli oggetti ingombranti. Uno spettacolo visivo che si commenta da solo. Mi affretto nelle faccende da svolgere per rientrare in fretta a casa, prendere la macchina fotografica e tornare sui luoghi del degrado per fissarne le immagini qui riportate.

Mentre sto per scattare un fotogramma in piazza Immacolata, tra un groviglio di auto parcheggiate alla bell’e meglio a causa del mercatino d’inizio mese della Coldiretti, un ragazzo seduto sul sellino posteriore di uno scooter che mi sfreccia accanto esclama a squarcia gola: «Tu vide a chisto, sta fotografanna ‘a munnezza!».  

La battuta è indubbiamente divertente, carica di quell’ironia che ha reso celebri i napoletani quando non si lamentano e non si piangono addosso. Ma, allo stesso tempo è avvilente perché, come una cartina di tornasole, assume il colore mestamente grigio della completa assuefazione di gran parte di questo popolo al grado di inciviltà in cui è costretto e costringe a vivere. Ripeto: in cui è costretto e costringe a vivere.

Costretto perché subisce le conseguenze di una secolare, pressoché costante, quindi endemica, cattiva amministrazione e manutenzione dell’igiene cittadino. Costringe perché si fa lui stesso promotore di accumulo ed estensione del sudiciume che aggrava la situazione.

Alla scarsezza di risorse finanziarie, in passato per vistosi sprechi nella gestione comunale, da qualche anno per la grave crisi economica in atto e per il taglio dei finanziamenti statali frutto dell’acclarata nomea di Napoli come città del malaffare, si aggiungono il celere invecchiamento dei veicoli e delle attrezzature di rimozione, le frequenti interruzioni dei servizi a seguito dei ritardi nei pagamenti delle spettanze al personale addetto, la demotivazione crescente di tali operatori non più giovani e poco qualificati, il comportamento di molti cittadini anche istruiti ed occupanti posizioni dignitose nella società nel considerare la strada come la landa in cui è permessa qualunque trasgressione alle regole della convivenza civile.

Anche quando i cassonetti e le campane di raccolta non sono colme, cartoni non compressi, sacchetti semiaperti, cartacce e residui organici vari sono disinvoltamente scaraventati intorno a quelle attrezzature.

Al sindaco Luigi De Magistris, un uomo indubbiamente perbene appartenente ad una delle tante famiglie laboriose ed oneste della città, dedico queste immagini e questo testo, costituenti non solo una denuncia, bensì un invito a meditare sulle parole dette. Recentemente, alla notizia che Napoli occupa l’ultimo posto delle grandi e medie città italiane per le condizioni di vita dei residenti, il nostro primo cittadino di è lasciato andare alla battuta (che non fa sperare né ridere) che gli ultimi saranno i primi.

Le tante realtà belle e positive che, malgrado tutto, tengono vivo il livello ed i valori della nostra comunità sembrano scomparire sotto il manto di abbandono che s’intravede qua e là, un po’ dovunque. E regna più che mai la concezione laurina di abbellire vistosamente i luoghi più noti del centro cittadino, trascurando interi settori abitativi contigui o periferici. Gran parte del  Vomero è tra questi, l’Arenella lo è tutta ed ancora di più.

Stanno chiudendo gloriosi esercizi tradizionali, importanti non solo dal punto di vista commerciale, ma soprattutto come centri di cultura come le librerie. Parecchie saracinesche si stanno abbassando definitivamente. Intorno, è pessimo lo stato dei marciapiedi ed il sudiciume su detto ed illustrato dilaga. Ci prepariamo così alle feste di Natale e fine anno? 

4 dicembre 2013

 

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