EUROPA   RAPITA

di Piero Soave

 

 

 

 

Il “Ratto d’Europa” è un soggetto raffigurato in innumerevoli tele, molte delle quali di celebri pittori. Nel mito greco, di Europa figlia del re di Tiro si innamora Giove che, sotto forma di toro, nuota con lei sul dorso fino all’isola di Creta. Dai due nascerà  Minosse e lei diventerà regina dell’isola. In seguito si chiamerà Europa tutto il territorio a nord di Creta. Questa leggenda è fondamento della costellazione del Toro, ed è rappresentata sul recto della moneta da due euro della Grecia.  

Venendo all’oggi, davvero pregevole il volume in questione, una miniera che ben mette in luce la ricchezza di interessi e i molteplici settori di propensione culturale dell’Autore. Pagine stimolanti attraggono per contenuti insoliti, stuzzicanti la sete di conoscenza e coinvolgenti nella memoria di chi scrive, densa di avvenimenti di rilievo. Suddiviso in tre parti – la  prima volta ad eventi celesti (Astr-azioni); la seconda a cogenti eventi sovranazionali (Europa rapita); la terza a intensi ricordi personali (Carruggi si nasce) –, è opera di un brillante funzionario della Comunità Europea - Piero Soave - di origine genovese ma residente da lunghi anni a Bruxelles. Il libro si avvale di una prefazione di Maurizio Bacchilega e di una postfazione di Silvia Boero.  

“Astr – azioni poetiche” è biglietto d’ingresso verso spettacoli e testimonianze straordinarie: chi di noi non si smarrisce nel fascino unico del cielo stellato e dei suoi fenomeni? Il prefatore definisce l’Autore “osservatore di cieli remoti”. Egli è, in effetti, amante dei suoi eventi spettacolari e, per osservarli al meglio, non esita a spingersi nei luoghi del mondo più remoti. Leggiamo, quindi, le cronache di questi eventi, gli imprevisti, la sfortuna (terribile il caso di cielo coperto!), e vediamo foto dei fenomeni. Scorrono sotto i nostri occhi, eclissi, comete, visioni al telescopio, cui è come se assistessimo di persona. L’alternarsi di versi e narrazioni scientifiche, poi, oscilla le emozioni del lettore in campi diversi, consentendo un costrutto poliedrico dove è agevole muoversi con piena compartecipazione.

 

“Quando senti

il peso che ti opprime

scender sotto il ginocchio

e la strada, che

continua a salire,

lascia gli occhi

al cielo involarsi

come aquiloni

sospesi ad invisibili

fili di pensiero.”

 

L’animismo spinto dei versi, ben metabolizzato, rende gli astri a noi prossimi più cari, dacché conoscenza è primo passo verso l’amore. Guardiani del sovrano equilibrio, essi trasmettono un’affidabilità inarrivabile, ignota in ogni altro ambito. Le condivisioni proposte necessitano di lettura attenta perché svelino i molteplici registri celati, e si schiudano intrecci ed assonanze, copiosi, tra concetti scientifici e umili sorti del nostro diuturno peregrinare.

 

“Ogni sera, Marte ci spia

dal buco della serratura

con l'occhio curioso e circospetto

perduto da un passante distratto

 

spina conficcata nel cielo

che scivola e s'insinua

con la punta del dubbio

nell'asola d'un pensiero

schizzato nel vuoto planetario.”

 

Il legame astri-umanità è tema ricorrente, nel desiderio di voler tracciare una comune origine ancestrale, di pervenire a quando di questo mondo non esisteva principio nell’universo indifferenziato dei pochi elementi di allora. Più volte risuona l’auspicio: l’ordine supremo delle masse celesti si configuri obiettivo perenne per il caos metropolitano e totale che imperversa su madre terra. Quanto abbiamo saputo costruire nella storia è stato sempre preceduto dallo sguardo verso l’alto, a far sì che la rotta astrale immutabile fosse guida per il minuto agitarsi che si spegne lungo i tanti meandri di passi perduti e si inaridisce nelle vacue parole di infiniti discorsi.  

Incisive e belle le liriche “sociali” con spunto nelle traversie degli odierni orizzonti traviati dell’“Europa rapita”, antitesi perfetta ai grandi progetti dei padri fondatori che hanno chiuso gli occhi nel sogno di una EUROPA UNITA. Proponimenti attuali come non mai dinanzi alla decadenza di tante splendide idee. Un’Europa obesa e incatenata, impossibilitata a muovere verso il futuro, a tratti riconducibile soltanto ad un simbolo. Come “il ponte dell’Europa” gettato sul Reno in attesa dubbiosa di essere abilitato a volare su visioni più ampie, a travalicare gli egoismi particolari di nazioni irriconoscenti. Per un addetto ai lavori deve essere veramente inaccettabile constatare il pauroso tentennamento di tanti meccanismi comunitari. Nostalgico, come si confà a chi ha conosciuto tempi ben migliori, l’ “Addio alla lira”, scomparsa nel soffio caduco di sei mesi da tutto l’italico panorama. Incerti quanto mai, come giustamente viene sottolineato, gli albori europei di questo XXI secolo.

 

“Exit spes, incipit res

 

Il ventunesimo secolo,

dalla pioggia dura come piombo,

ci ha tolto il respiro

come la vita

da un corpo esangue

di un fiore giovane,

innaffiato oltre l'età matura,

dalla corolla

avvizzita sullo stelo.”

 

Né poteva mancare la memoria accorata per la terra natale. Chi è costretto per decenni da motivi di lavoro a vivere lontano dai ricordi più cari serba immutato nel cuore struggente rimpianto. Perdersi tra i carruggi è volontà di rinascita e di ricerca del tempo perduto, in contrapposizione alle tante altre immagini dei luoghi visitati in terra straniera, alcuni ad incidere d’acchito, ma mai parimenti, le ore di giorni più vicini. Fin le papille gustative piangono per il gusto remoto della “fugassa”.  

E - dulcis in fundo – “Lezioni postume”, la parte più sentita, dedicata agli affetti più intimi, madre, padre, figlio, scavando fin nelle lettere d’amore dei genitori ancora fidanzati, mentre l’”omnia vincit amor” racchiude in eleganti distici significati reconditi delle due parole “summa” della vita: amore e dolore.

 

 

“Il retro dell'amore

confina col dolore.

 

Il tempo del dolore

rientra nell'amore.

 

L’essenza dell'amore

è il segreto del dolore.

 

Il vuoto del dolore

è lo spazio dell'amore.

 

L’attesa dell'amore

è il ritorno del dolore.

 

     ........... ”

 

Evidente l’importanza di questi insegnamenti, retaggi commoventi affioranti dal cumulo venerabile degli affetti più densi e legati indissolubilmente all’essenza di un individuo. La gratitudine per l’eredità ricevuta da chi ci ha preceduto culmina nell’ultima lirica, quell’“Elogio dell’altro” che testimonia debito perenne verso di loro, al di là di ogni umano limite.

Molto acutamente la Boero osserva:  

“Nella sua opera è sempre presente il senso di una tangibile universalità; e non perché si parli, appunto, di universo; ma piuttosto perché i suoi testi - poetici e in prosa - già a una prima lettura diven­tano il prolungamento di pensieri insospettatamente nostri, sgorgati dalle comuni esigenze dell'anima.”  

Come mezzo di dispiegamento di un animo complesso viene messa a frutto l’esperienza cosmopolita. Attraverso di essa l’Autore ci conduce per mano, con riguardo affettuoso, per svelarci, commosso, dettagli reconditi, quasi in un ideale percorso museale di capolavori smarriti e infine raccolti. Un viaggio che approfondisce noi stessi e ci aiuta a meglio comprendere quanto e quanti ci circondano. 

 

Luigi Alviggi

 

 

Piero SOAVE – Europa rapita

L’arcolaio – 2012 – pp. 114 - € 12,00

 

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