“TUTTO NORMALE “ PER LA GALLERIA FRANCO RICCARDO

di Michele Alosa

 

La Galleria Franco Riccardo di Napoli si trasforma in palcoscenico e ospita due serate di Teatro. In scena due brevi testi scritti di Rolando Attanasio, regia di Nicola Laieta e l’interpretazione di Giovanni Bottiglieri, Irene Vecchia, Mattia Doto e lo stesso Rolando Attanasio.

Il tema di “Visita al museo  è il disorientamento e la nevrosi come fenomeno di massa, spinta al parossismo all’estremo delle possibilità umane. Il linguaggio è paradossale ma semplice e imprevedibile, con netti cambi di scena e drammatica ironia. Si narra di un giovane uomo che decide di visitare una Galleria D’Arte Contemporanea; il gallerista gli illustrerà il percorso dell’esposizione attraverso le sale: la prima, dedicata all’informale e il salone dove sono custodite due misteriose opere, una di un certo Hoffer che ha lasciato la tela completamente vuota e l’altra di un autore ignoto, alla ricerca del senso dell’opera artistica, della capacità o incapacità di percezione e di fruibilità da parte del visitatore.

Nell’altra pièce “Una cena galante”, prevale l’ironia e il ribaltamento delle verità precostituite. Un equivoco madornale, uno scambio di persona rende un’ignara coppia vittima di un cameriere ossessivo e maniacale, attaccato al proprio lavoro. La rappresentazione si evolve con imprevisti capovolgimenti e sarcastiche situazione al limite del possibile, con ilarità semplice e scorrevole. Anche qui i personaggi non si sono dichiarati per quello che sono e s’incontrano, si scontrano in un duello divertenye con improvvise trovate che mettono a dura prova il povero medico che avrebbe voluto passare solo una tranquilla serata e conquistare la difficile Olga che sorprende tutti sul finale esilarante.

        Vicende che raccontano individui per lo più nevrotici che deformano la stessa realtà; uomini intrappolati da pulsioni psichiche incontenibili, dilaniati dall’incapacità d’amare, eppure ignari del proprio ruolo d’infelici.

        Tutto normale, dunque, quanto può esserlo l’essere normale, l’assurdità del nostro quotidiano che sembra scontato, regolamentato … normale appunto!

 

(napoliontheroad – 6 ottobre 2011)

   Condividi